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In questi giorni ho valutato la fluenza verbale di una giovane ragazza con balbuzie covert. È una balbuzie poco visibile, spesso passa inosservata. Eppure la sua esperienza era questa: parlare è faticoso, emotivamente e mentalmente. C’è il peso del giudizio, la paura di come si viene percepiti, il senso di impotenza. Le ho chiesto: “Qualcuno si è mai accorto della tua balbuzie? Ti hanno mai preso in giro?” La risposta è stata no. E allora ci siamo chieste: come mai temiamo così tanto qualcosa che, oggi, non è mai successo? Parlandone, è emerso un unico ricordo: un episodio alle elementari. Una frase, una presa in giro. Non ricorda le parole. Ricorda solo come si è sentita. Ed è questo il punto. Non è l’evento in sé a lasciare il segno. È come quell’evento viene gestito. Per questo la gestione della balbuzie è una responsabilità degli adulti. Smettiamo di non parlarne “per proteggerli”. Questa si chiama cospirazione del silenzio. I bambini se ne accorgono. Anche se non lo dicono. Non possiamo prevenire tutto. Ma possiamo fare una cosa fondamentale: dare ai bambini gli strumenti per affrontare ciò che può accadere. Parlare di balbuzie nel modo giusto. Dare parole, spiegazioni, risorse. Perché è così che si protegge davvero un bambino. #balbuzie #balbuzia #balbuziecovert #balbuzieinvisibile #fluenzaverbale #disfluenza #logopedia #logopedista #sviluppolinguistico