У нас вы можете посмотреть бесплатно Adriana Zarri su papismo, pacifismo e laicità dello stato или скачать в максимальном доступном качестве, видео которое было загружено на ютуб. Для загрузки выберите вариант из формы ниже:
Если кнопки скачивания не
загрузились
НАЖМИТЕ ЗДЕСЬ или обновите страницу
Если возникают проблемы со скачиванием видео, пожалуйста напишите в поддержку по адресу внизу
страницы.
Спасибо за использование сервиса ClipSaver.ru
Nella puntata del 21 febbraio 1991 - durante la Prima Guerra del Golfo - la teologa riflette sul concetto di obiezione di coscienza, . « ... È uscito fuori, in questo dibattito molto ricco e molto vario, il discorso della laicità dello stato. Un discorso che torna di attualità perché si parla molto di papisti - questo termine che era molto in auge ai tempi della Riforma - e che noi, i cattolici non clericali, sentiamo come offensivo - è tornato di modo ed è stato applicato molto stranamente ai pacifisti. Che i pacifisti non sono affatto papisti-clericali; non è che le nostre sagrestie, le nostre parrocchie sfornano molti pacifisti, purtroppo ne sfornano non moltissimi. Mi sembra invece che dei fenomeni di ... chiamiamolo papismo, chiamiamolo clericalismo ... lo troviamo anche in altre aree. Io trovo che è molto più papista Craxi, che ha scodinzolato abbondantemente per fare il Concordato. E i socialisti con l'ora di religione sono stati molto più clericali di quanto di solito non siano i pacifisti. Perché, per quanto mi riguarda io ho fatto la campagna per la 194 [legge n. 194 del 1978 sull'aborto - interruzione volontaria della gravidanza] il che vuol dire che alla laicità dello stato ci tengo, anche se sono favorevole alla pace. Però, nonostante sia molto ferma sulla laicità dello stato, non posso non accettare pienamente il principio della coscienza, dell'obiezione di coscienza a tutti i livelli. È meglio ubbidire a Dio che agli uomini, è un dettato biblico su cui per un credente non ci piove. Tutti i primi secoli della chiesa sono stati contrassegnati dal fenomeno del martirio, che era un'obiezione di coscienza. [...] Abbiamo anche sentito dire, con grande orrore, che era teorizzato che "uccidere un kurdo non è peccato". E ci ha fatto orrore. Però anche la tradizione cristiana, purtroppo, ha teorizzato in tempi andati che "uccidere un infedele, uccidere un musulmano non è peccato". E allora vediamo come il fanatismo religioso può essere terribile e come invece l'obiezione di coscienza ci richiama alle radici della fede che portano a ben altro.»