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Il 1° Maggio, all’Auditorium Parco della Musica di Roma, c’è, come ormai da tradizione il Concerto del M° Ambrogio Sparagna. Quest’anno giunto all’XI Edizione, “Si Canta Maggio”, con sottotitolo “Sogna fiore mio” è stato imperniato, come consuetudine, sulla tradizione del canto popolare sui temi del lavoro in quanto parte della vita quotidiana, a tutte le latitudini. Storie legate al lavoro, perché si è sempre cantato intorno al lavoro, storie che, il più delle volte, prendevano corpo attraverso la voce delle Donne, storie che hanno sì a che fare con il lavoro ma che, prima di tutto, sono storie di Donne. Storie di Donne, probabilmente, fuori dall’ordinario, storie che parlano della loro vita, storie di Donne e del loro essere Donne. Per l’edizione di quest’anno, Ambrogio, ha invitato sul palco della sala Sinopoli, due artisti, dagli stili molto lontani fra loro ma che, con il loro talento, sono riusciti a cucire momenti musicali estremamente graditi dal foltissimo pubblico presente in sala. Il primo, Nando Brusco, un talentuoso Cantastorie Calabrese che con i suoi tamburi, strumento desueto per un cantastorie, ci ha condotto in un viaggio dal sapore autentico attraverso la “punta dello stivale, della nostra penisola”. Una sorta di “poesie”, perché tali sono, recitate in dialetto, quello dei nonni perché, per usare le parole di Nando Brusco, ”Un Popolo diventa povero e diventa servo quando gli rubano la lingua adottata dai Padri…”. Le storie raccontate da Brusco prendono corpo e si aggrappano al ritmo dei suoi tamburi che coinvolgono e penetrano l’animo sino quasi a generare un sussulto d’orgoglio per le nostre tradizioni. L’OPI, Orchestra Popolare Italiana, diretta dal M° Sparagna, si impossessa del palco, ed il concerto vero e proprio, ha inizio. L’organetto di Ambrogio guida le voci di Clara Graziano e Valentina Ferraiuolo in un canto dal ritmo coinvolgente; due davvero belle voci, quelle di Clara e Valentina, che si rincorrono, si attraversano, si intersecano, si attorcigliano, quasi si scontrano e poi si sciolgono per riiniziare di nuovo. E poi l’assolo di Ambrogio, che in maniera molto scenografica, introduce la seconda ospite del concerto: Tosca. La sua stupenda voce, una graditissima sorpresa, si plasma attorno alle note dell’organetto, le esalta, sale in un amalgama che non ti aspetti, ed invece Tosca, in maniera quasi camaleontica, addomestica le tonalità, senza nessuno sforzo apparente, regalando vocalizzi che si riverberano in ogni spazio, fra spettatore e spettatore, avvolgendo gli astanti in una sorta di abbraccio confortevole. Tosca non ha di certo bisogno di presentazioni ma, il suo cantare, quasi “in punta di piedi”, rispettoso delle parole alle quali di volta in volta presta la voce, è la cartina tornasole del suo incommensurabile talento canoro. Nella sua versione di “Scurella me”, un lamento funebre del Centro Italia, la forza espressiva di Tosca viene esaltata; si ha davvero l’impressione che stia vivendo in prima persona le emozioni che sta cantando: un’esibizione assolutamente da brividi. Uno stacco, per così dire, con la voce di Raffaello Simeoni, che ci conduce in una sorta di girotondo attorno ad una tavola imbandita per festeggiare un matrimonio, ossia quello che dovrebbe essere un, anzi, “il” pranzo di nozze nell’immaginario del Padre della Zita (la Sposa). Il Coro Popolare diretto come di consuetudine da Anna Rita Colaianni, questa volta a “ranghi ridotti”, come del resto anche l’Orchestra Popolare Italiana, in quanto parte di loro era stata invitata negli USA per celebrare il 1°Maggio analogamente a quanto avviene all’Auditorium. Anna Rita, oltre che a dirigere in maniera straordinaria il Coro, si è esibita, con la sua voce così raffinata e suadente, in un brano di una dolcezza infinita; forse mi sbaglio, ma a me è sembrata una sorta di ninna nanna, di quelle che la nonna avrebbe canticchiato ai nipotini. L’omaggio di Tosca al M° Sparagna, la chitarra di Cristiano Califano ad accarezzare la voce di Tosca in “Sogna fiore mio” altro brano dalla profonda carica emotiva magnificamente esaltata dalla voce della cantante. Nonostante sia un progetto originale di Sparagna, per questa XI Edizione, Ambrogio si è quasi fatto da parte, ha fatto “un passo di lato”, ha vestito, temporaneamente, i panni del comprimario; il vero, o meglio, le vere “front women”, le protagoniste indiscusse di questo concerto sono state le Donne: le loro voci, le loro storie, i loro corpi, i loro sogni ed i loro desideri, la loro forza e le loro debolezze, il loro mondo, il loro essere Donne..... L'articolo completo su http://www.HTO.tv Michela Cossidente © 2018 HTO.tv – All rights reserved