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Iran, presidio a Milano degli studenti iraniani del Politecnico: "Grazie Trump, viva lo Scià" "Quando si apre un conflitto non si sa mai dove si andrà a parare, ma si deve provare a buttare giù questo regime" Cronaca (Milano). "Viva l'Iran, viva lo Scià" urlano a gran voce i manifestanti - oltre un centinaio, per lo più studenti iraniani del Politecnico - che si sono radunati questa mattina a Milano, in piazza Leonardo da Vinci, sventolando bandiere dell'Impero persiano, ma anche di Italia, Israele e Stati Uniti, intonando cori contro la teocrazia e a favore dell'intervento militare israelo-americano. "Siamo di fronte a un regime che, nel silenzio della comunità internazionale, si sta costruendo la bomba atomica, ammazza il suo popolo, lo priva di ogni libertà e ha distrutto le risorse interne del Paese, un regime che rappresenta una minaccia per il Medio Oriente, i Paesi arabi, l'Europa, l'Occidente e tutti quanti", spiega Mario Filippo Brambilla di Carpiano, presidente dell'Associazione Italia-Iran, l'organizzazione politico-culturale che ha organizzato il presidio. "Nessuno è felice se un altro Paese attacca il proprio, ma gli Stati Uniti possono aiutare a cambiare il regime islamico, che ha ucciso 40mila persone in pochi giorni", osserva uno studente iraniano del Politecnico, che individua nel figlio dello Scià Reza Pahlavi la persona giusta per guidare lo Stato in una fase di transizione. "È necessario che l'intervento militare duri poco, ma è ancor più necessario che questo regime cada, anche negli interessi dell'Occidente", aggiunge Brambilla di Carpiano. "La preoccupazione c'è, perché quando si apre un conflitto non si sa mai dove si andrà a parare, però ora non si può che andare avanti e provare in tutti i modi a buttare giù questo regime sfiduciato dal popolo". Il presidio si è svolto pacificamente, senza tensioni con le forze dell'ordine. (Thomas Fox/alanews) Trascrizione generata automaticamente presidio di oggi organizzato dagli studenti italiani del Politecnico di Milano in collaborazione con l'associazione italiana nel gruppo degli studenti che fanno parte dell'associazione italiana e del Politecnico di Milano per dire e chiarire il loro appoggio alla rivoluzione nazionale dei mesi scorsi in Iran e la loro un favore all'intervento militare degli americani contro il regime della Repubblica islamica quindi non contro il popolo contro La Nazione Italiana ma contro gli apparati repressivi del regime contro vertici repressivi del re nessuno è felice se qualcuno un altro paese attaccato a suo paese ma diciamo che noi diciamo che basta Questo regime Basta che Stati Uniti può aiutare da cambiare il regime perché se ricordate qualche mese fa hanno il jeans l'amico ha ucciso 40000 persone solo in due giorni diciamo se la gente possono fare qualcosa da solo con questo Origin non è possibile perché non c'è nessuno lo merita con questo regime Siamo davanti a un regime che nel silenzio della comunità internazionale si sta costruendo la bomba atomica ammazza il suo popolo lo Priva di ogni libertà e ha distrutto le risorse interne del paese quindi stiamo parlando di un regime che rappresenta una minaccia per il Medio Oriente per i paesi arabi per l'occidente per l'Europa è per tutti quanti e sono loro stessi il popolo italiano che chiede di finirla con questo abbiamo una persona per questo movimento che ti ama reza Pahlavi abbiamo scelto lui Per questo movimento siamo qua in l'università perché noi siamo studenti tutti studenti di Politecnico da ricevere la voce del nostro Popolo è necessario che l'intervento militare i duri poco che finisca presto ma è ancora più necessario che questo regime degli interessi dei nostri dell'Occidente perché pensate una un Iran Libero con un governo amico quanti benefici potrà fornire anche dal punto di vista dei rapporti commerciali delle relazioni diplomatiche delle forniture energetiche preoccupazione c'è assolutamente perché quando si apre un non si sa mai dove si andrà a pagare però in questo momento non si può che andare avanti nel provare in tutti i modi a buttare giù questo questo regime sfiduciato dal Po che rappresenta ripeto una minaccia per tutto il Medio Oriente per tutto il mondo anche occidentale