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L’edizione 2014 di Influazioni, svoltasi dall’8 al 10 agosto, è dedicata ai “Rituali” sia pagani che religiosi e, grazie al Comune di Lacedonia e a svariati partner, ha proposto un’offerta culturale in cui attori, fruitori e promotori dell’arte si incontrano sul territorio. Con il supporto del GAL CISLI (il Gruppo di Azione Locale dell’Alta Irpinia impegnato in “mediaTERRECommunicationLab”), due sono stati i laboratori formativi che hanno visto la partecipazione, in totale, di una quarantina di persone. Il laboratorio di fotografia, tenuto dall’ing. Mario Perrotta, ci ha fornito gli strumenti critici per osservare il cambiamento di un paesaggio, come l’accostamento visivo tra fasi storiche differenti, e ci ha condotto per i vicoli del centro storico del paese, nei luoghi in cui sono anche i muri e le cantine a raccontare le storie che abbiamo cercato di afferrare attraverso i nostri obiettivi. Poi, all’ombra del Monte OsentoPauroso, lungo i percorsi della Valle dell’Osento, caratterizzata da un verde lussureggiante e da un gran numero di farfalle colorate, ci siamo immersi in una natura incontaminata e rigenerante. L’Osento, dopo aver raccolto le acque provenienti da Bisaccia e, prima di tuffarsi del grande Ofanto, attraversa il territorio di tre comuni: Lacedonia, Monteverde ed Aquilonia. Infine il laboratorio ci ha portati proprio ad Aquilonia per scoprirne la storia sia al Museo Etnografico Beniamino Tartaglia che al Museo delle Città Itineranti. I nostri occhi si sono riempiti delle testimonianze della vita contadina ma anche delle tristi immagini del terremoto del 1930. Gli scatti realizzati dagli allievi sono stati proposti in video slide durante la performance teatrale di Michele Miscia “Tracce, riti e magie sonore”, accompagnata dai musicisti Giuseppe Lastella e Rocco Melillo. E a fornirci un dettagliato quadro della magia popolare e della tanatologia nell’osso Appenninico Irpino ci ha pensato proprio il laboratorio di antropologia culturale tenuto dal dott. Miscia, lezioni che hanno permesso agli studenti di rivivere le leggende popolari dell’Irpinia arcaica. Il malocchio e la fisica quantistica, la paura della morte, la “malombra” giustificata dall’insolazione che spesso affliggeva i contadini e tanto altro, fanno parte di un background collettivo che non può essere dimenticato e che ancora oggi giace sedimentato nel profondo del nostro inconscio. Accanto a queste attività hanno preso vita il Body Painting di Miriam Manna e gli incontri creativi Ex Tempore grazie ai quali svariati pittori sparsi per le viuzze di Lacedonia si sono dedicati allo svolgimento delle loro attività artistiche dal vivo. Hanno partecipato Miza, Zag, Enza Policardi, Sandro Quatrale e Luigi Antonio Manna. In quelle stesse vie le antiche cantine hanno accolto 9 mostre personali di fotografia che ci hanno permesso di visionare gli scatti di Antonello Pignatiello, Emanuela Di Guglielmo, Michele Mari, Frank Cangian (per concessione della pro loco di Lacedonia), Michele Amoruso, David Game, Raffaele Viscovo, Sandro Mengoni e Daniele Vita. Si fa sera, arriva il momento dedicato alla musica e, illuminati dalla luna, ci rechiamo in piazzetta Primo Maggio per assistere (e ballare) alla selezione di Vinyl Gianpy, che grazie ad un excursus storico con parallelismi tra la vita rurale irpina e quella che, lungo le rive del Mississippi, spaccava la schiena degli afro-americani, ci ha deliziato con musiche popolari, blues e l’immancabile rock ‘n roll. La sera conclusiva ha reso protagonisti i Jambassa (Carmine Minichiello e Raffaele Gargiulo) che per l’occasione hanno presentato il loro ultimo EP “Owls” (AQuietBump). Il loro live è stato accompagnato dalla performance di Stefano Giorgi che ha messo in risalto, tramite attrezzatura analogica, la magia popolare in Irpinia. La nostalgia ci accompagna mentre ci lasciamo alle spalle ‘A Cirogna (Lacedonia), attraversando un paesaggio pieno di avvallamenti, presidiato da un esercito di pale eoliche, simbolo di un aspetto tecnologico che sembra stridere con quella dimensione ritualistica della processione della Santissima Trinità a cui abbiamo assistito, eppure queste sono due dimensioni che convivono l’una accanto all’altra, proprio come fanno il passato e il presente, rivolti verso il futuro. ___________________________________________________ musica: Lupinari (Makardìa) riprese: Al. Farese, C. D'Aliasi, M. D'Andrea montaggio: Al. Farese Fonte: http://cometarossa.org/2014/08/influa...