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Khiva: un salto nel tempo nella città museo dell’Uzbekistan Khiva è un gioiello intatto dell'Asia Centrale, una città che sembra sospesa nel tempo, con le sue mura di fango dorato che racchiudono un dedalo di vicoli, madrase e minareti decorati con piastrelle turchesi. Questa antica oasi, ultima grande tappa delle carovane lungo la Via della Seta prima del deserto del Karakum, è oggi un museo a cielo aperto, patrimonio UNESCO e simbolo del fascino medievale dell’Uzbekistan. Entrando attraverso la Porta Ovest di Itchan Kala, la città fortificata, ci troviamo immersi in un’atmosfera da fiaba orientale. Le strette strade lastricate ci conducono al maestoso Minareto di Kalta Minor, con la sua inconfondibile struttura cilindrica rivestita di maioliche azzurre. Doveva essere il minareto più alto dell’Asia Centrale, ma rimase incompiuto, regalando alla città un’icona unica nel suo genere. Proseguendo, esploriamo la Madrasa di Muhammad Rahim Khan, un tempo centro di studi islamici, e il Palazzo Tash Hauli, la residenza degli antichi khan, con le sue splendide stanze decorate con legno intagliato e affreschi geometrici. Qui si respira l'opulenza della corte regale, tra cortili nascosti e la sontuosa sala dell'harem. Il cuore spirituale di Khiva è la Moschea Juma, con le sue 213 colonne di legno scolpito, alcune delle quali risalenti al X secolo. La penombra dell’edificio e l’odore del legno antico creano un’atmosfera mistica, che ci riporta ai tempi in cui mercanti e viaggiatori si fermavano qui per pregare prima di riprendere il cammino lungo la Via della Seta. Dall’alto delle mura della città, al tramonto, ammiriamo il profilo di Khiva tingersi di arancione, mentre i minareti si stagliano contro il cielo. Il tempo qui sembra essersi fermato, e passeggiando tra i suoi angoli nascosti ci sentiamo parte di un racconto millenario, fatto di carovane, mercanti e viaggiatori che, come noi, si sono lasciati incantare dalla magia di questa città senza tempo.