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Luciano Ligabue, detto “Liga”, nasce il 13 marzo 1960 a Correggio, nella bassa reggiana, e cresce in una realtà di provincia che diventerà la sua principale miniera di personaggi, linguaggi e atmosfere; da bambino e poi adolescente si innamora del rock e del cantautorato, ascolta dischi fino a consumarli, impara la chitarra e muove i primi passi in gruppi locali, facendo nel frattempo esperienze di lavoro “normale” e anche di radio, contatti quotidiani che gli affinano lo sguardo sulle persone comuni, sulle loro speranze e sulle loro piccole epiche. Alla fine degli anni Ottanta entra nel giro dei concorsi per emergenti e viene notato: l’incontro con Pierangelo Bertoli è decisivo perché lo porta verso il primo contratto discografico, e nel 1990 pubblica l’esordio “Ligabue”, che lo fa conoscere al grande pubblico grazie a brani diretti e pieni di immagini come “Balliamo sul mondo”. Negli anni Novanta consolida il successo con album come “Lambrusco coltelli rose & popcorn”, “Su e giù da un palco”, “A che ora è la fine del mondo?”, “Buon compleanno Elvis” e “Miss Mondo”, definendo uno stile riconoscibile fatto di rock da palco, ballate, ironia ruvida, romanticismo disilluso e racconti di amicizie, strade di paese e notti che sembrano film; nello stesso periodo diventa un punto di riferimento dal vivo, con tour lunghi e concerti-evento spesso legati alla sua Emilia, capaci di radunare folle enormi e di trasformare le canzoni in cori collettivi. Nel 1998 porta la sua vena narrativa al cinema con “Radiofreccia”, debutto da regista che traduce in immagini la sua mitologia di provincia, e nel 2002 firma anche “Da zero a dieci”; parallelamente pubblica libri come “Sogni di rock ’n’ roll”, “La neve se ne frega”, “Scusate il disordine” e “Il rumore dei baci”, continuando a raccontare persone e sentimenti con lo stesso ritmo “musicale”. Nell’età adulta amplia la discografia con titoli come “Fuori come va?”, “Nome e cognome”, “Secondo tempo”, “Arrivederci, mostro!”, “Mondovisione”, “Made in Italy”, “Start”, “7” e “Dedicato a noi”, mantenendo al centro temi di desiderio, lavoro, identità, amore imperfetto e bisogno di restare autentici in un mondo che cambia. La sua carriera, ancora in essere, prosegue tra nuovi brani, progetti speciali, riletture del repertorio e tournée, con una fedeltà rara al proprio immaginario: Correggio e la pianura restano la sua bussola emotiva, mentre il palco continua a essere il luogo in cui quelle storie diventano energia condivisa.