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Grazie al Rotary Club, Il Teatro Alfieri di Castelnuovo Garfagnana si accende per il 2° Gran Galà del Rotary “Antiche Valli del Serchio” C’è un momento, prima che le luci di sala si abbassino, in cui un teatro “respira”. Si sente nel brusio elegante del pubblico, negli sguardi che si incrociano tra i velluti rossi e nelle volte decorate che sembrano custodire storie antiche. Al Teatro Alfieri di Castelnuovo Garfagnana questa atmosfera si è trasformata in energia vera con il 2° Gran Galà del Rotary Club “Antiche Valli del Serchio”, una serata capace di unire bellezza artistica e impegno per il territorio. Lo spettacolo “E LUCEVAN LE STELLE”, ispirato alle grandi suggestioni pucciniane e al mondo di Turandot, ha portato in scena un intreccio di emozioni: voce, musica e presenza scenica hanno costruito un racconto intenso, fatto di slanci lirici, delicatezze strumentali e passaggi carichi di pathos. Sul palco, tra il nero lucido del pianoforte e l’eleganza sobria dell’allestimento, ogni nota sembrava disegnata per arrivare dritta al cuore. I protagonisti: voci e strumenti che hanno dato luce alla serata A dare anima al Galà è stato un cast di grande qualità, in grado di alternare potenza e misura, virtuosismo e sensibilità: Claire Nesti (soprano) – una voce capace di aprire spazi, di “illuminare” le frasi musicali con intensità e controllo. Nicola Farnesi (baritono) – interpretazione solida e coinvolgente, con una presenza scenica che regge la scena e ne amplifica la forza emotiva. Olimpia Pelletier (violino) – eleganza e precisione, con un suono che ha aggiunto colore e profondità alle pagine più suggestive. Arianna Presepi (pianoforte) e Massimo Salotti (pianoforte) – due sensibilità al servizio della musica: accompagnamento, dialogo con le voci e momenti di respiro strumentale gestiti con equilibrio e intensità. A rendere l’evento ancora più speciale, la partecipazione straordinaria di: Alice Semplici (soprano), che ha regalato ulteriore brillantezza alla serata, Giovanni Andreini (pianoforte), presenza musicale di grande affidabilità e gusto. Il risultato è stato un concerto-spettacolo capace di tenere insieme raffinatezza e coinvolgimento, con un pubblico che ha seguito con attenzione, calore e partecipazione. Giacomo Casillo: la voce che ha guidato il pubblico nella serata A cucire i momenti dello spettacolo, con stile e ritmo, è stato Giacomo Casillo. La sua conduzione ha dato continuità alla serata, accompagnando il pubblico tra presentazioni, passaggi musicali e ringraziamenti con un tono sempre appropriato: chiaro, presente, mai sopra le righe. Un ruolo fondamentale, perché un Galà non è solo un programma: è un percorso, e Casillo ha saputo renderlo scorrevole, elegante e “vivo”. Rotary Club: quando la cultura diventa un gesto concreto per la comunità Il valore di questa serata va oltre la musica. Il Rotary Club “Antiche Valli del Serchio” ha dimostrato ancora una volta quanto la cultura possa diventare uno strumento potente di coesione e sostegno reale. Un evento come questo non nasce per caso: nasce da relazioni, organizzazione, cura dei dettagli e soprattutto da una visione chiara—quella di mettere al centro il bene comune, promuovendo iniziative capaci di generare impatto sul territorio. Una raccolta fondi che sostiene due realtà preziose: Il Sogno e CEFA Basket Il Galà è stato anche, e soprattutto, una raccolta fondi a sostegno di due realtà che rappresentano un patrimonio umano per Castelnuovo e la Garfagnana: Associazione Il Sogno, che lavora per diffondere cultura e opportunità legate alla musica, costruendo spazi di crescita e partecipazione. CEFA Basket, che porta avanti con forza e continuità un’idea bellissima: lo sport come inclusione sociale, con percorsi e attività rivolti anche a ragazzi con disabilità, perché nessuno resti indietro. In questa serata, palco e platea si sono incontrati proprio qui: nella consapevolezza che la bellezza non è un lusso, ma può diventare un modo concreto di prendersi cura di una comunità. Una sera di luce, davvero “E LUCEVAN LE STELLE” non è stato soltanto un titolo: è stata l’immagine perfetta di ciò che si è vissuto al Teatro Alfieri. La luce delle voci e degli strumenti, la luce di un teatro pieno, la luce di un’idea di territorio che sceglie di crescere attraverso cultura, solidarietà e inclusione. E quando una serata riesce a far convivere emozione e valore, allora sì: quella luce resta accesa anche dopo l’ultimo applauso.