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Regia di Paola Bolelli; con: Mariagrazia Bertino, Valentina Bischi, Paola Bolelli, Francesca Cordì, Francesca Sardella; musiche di Marco Piaggesi; con il sostegno di: Associazione culturale Alchemia, Università di Pisa, DSU Toscana, Comune di Pisa, Spazio Antagonista Newroz; distribuzione e ufficio stampa: barbara.spessi@gmail.com Trailer del primo studio presentato presso il Centro Espositivo SMS di Pisa il 29 novembre 2014, in occasione dell'inaugurazione della mostra fotografica FUORI CONTESTO – Pasolini e le borgate La performance È troppo tardi per restare calmi nasce come accompagnamento alla mostra fotografica FUORI CONTESTO – Pasolini e le borgate. È molto difficile pensare a qualcosa di performativo inerente alla figura di Pier Paolo Pasolini: tutto è già stato detto, fatto, scritto, mostrato. Pasolini a volte sembra una roccia che sta, col suo peso, un po' al di sopra, quasi intoccabile. Poi basta guardare i suoi film, ascoltare le sue parole, leggere ad alta voce i suoi scritti, che questa roccia diventa anche calda, in realtà accessibile, soprattutto umana. E poi ci sono io, anzi noi, che abbiamo pure qualcosa da dire, che non siano solo citazioni o rievocazioni nostalgiche di qualcosa che appartiene a un'epoca non lontana, ma molto distante dalla nostra. Ci siamo allora interrogate sul senso del pensiero di Pasolini nei nostri giorni, attente a non cedere alla tentazione del lamento fine a sé stesso, e di non ascoltare la voce che ci sussurrava in continuazione "Pasolini aveva ragione". Abbiamo iniziato con l'escludere la possibilità di usare suoi testi, il che ci ha costretto a cercare: è mai possibile che oggi non ci sia niente da dire se non cose già dette? La nostra ricerca ci ha portato a conoscenza di un autore francese che scrive sotto lo pseudonimo di Baudouin de Bodinat e che ha pubblicato a Parigi nel 1996 e nel 1999 per le Editions de l'Encyclopédie des Nuisances la prima e la seconda parte di La Vie sur Terre. Réflexions sur le peu d'avenir que contient le temps où nous sommes. Nel 2008 viene stampata dallo stesso editore la seconda edizione dell'opera, riunita questa volta in un solo volume che comprende anche due note aggiuntive: L'ospite sconosciuto e La grande fantasmagoria. Ed è proprio leggendo L'ospite sconosciuto che abbiamo trovato una evoluzione in senso temporale (e antropologico?) di parte del pensiero pasoliniano, in particolare tutto lo studio fatto sul “pensiero selvaggio”. Abbiamo dunque usato questo testo, per intero, come un ragionamento che prende per mano lo spettatore e lo porta in una realtà allucinata di Gratta e Vinci oramai tutti già grattati e quindi nulli, detto da tre attrici che come tre Parche si fanno attraversare dalle parole abitandole senza 'recitarle' e da due ballerine, marionette incantate e imprigionate in una coreografia che si ripete incessantemente, che non segue più il ritmo della musica che il tastierista suona in scena. La performance nata, come detto, per fare da contrappunto ad una mostra fotografica, sta iniziando a prendere vita propria spinta dalla necessità di diventare un vero e proprio spettacolo. Crediamo che se in teatro siano imprescindibili le Azioni, ci sia ora la necessità di dare di nuovo importanza anche alla Parola e al pensiero profondo che da essa può scaturire. Paola Bolelli