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Riproduzione del treno EC 39 Monteverdi trainato dalla locomotrice E656 072 e composto da carrozze Eurofima delle FS e SBB-CFF-FFS in color arancio, di I e II classe, in transito sul primo binario. Modelli scala 1:87 Roco Epoca: 1991 • Запись Il servizio dell'Eurocity Monteverdi, dedicato al compositore italiano Claudio Monteverdi, fu inaugurato nel 1987 con i treni EC 39/40 lungo la relazione Venezia-Ginevra e fu uno dei primi treni Eurocity operato in collaborazione tra le FS (Italia) e le SBB-CFF-FFS (Svizzera). Il collegamento prevedeva la partenza da Venezia SL con fermate a Padova, Vicenza, Milano Cle, Domodossola, Montreux, Losanna, per arrivare a Ginevra dopo aver percorso 638 km. Il convoglio era inizialmente formato da carrozze Eurofima di I e II classe nella classica colorazione arancio. Nella tratta tra Domodossola e Milano il convoglio poteva essere potenziato con alcune carrozze FS UIC-X color rosso fegato, mentre in Italia le locomotrici titolari del Monteverdi erano le E656 'Caimano'. Le E656 erano locomotrici elettriche a cassa articolata progettate sia per la parte meccanica che per quella elettrica dall'Ufficio Studi Locomotive del Servizio Materiale e Trazione dell'allora azienda autonoma delle Ferrovie dello Stato. Composte da due semicasse accoppiate con 3 carrelli a 2 assili, mossi da 12 motori in corrente continua da 400 kW ognuno, furono gli ultimi mezzi costruiti con il rodiggio a tre carrelli e semicasse articolate, tipico di diverse famiglie di locomotrici italiane, come le E636, E645 ed E646, progettate per risolvere il problema delle linee con molte curve e di raggio ridotto. Le E656 facevano ancora parte delle cosiddette locomotive reostatiche, come le prime locomotrici italiane del tipo E626, ma avevano l'esclusione automatica del reostato di avviamento in maniera simile alle E424. Furono prodotte in 461 esemplari tra il 1975 ed il 1989 dalle piu importanti fabbriche di locomotive pesannti italiane, quali le Officine Casaralta, Officine Meccaniche Reggiane, SOFER, TIBB, Componentistica Ercole Marelli, Ansaldo, Asgen, Italtrafo e Officine Casertane. Le E656, progettate per il servizio passeggeri, e le E655, progettate per il servizio merci, avevano una lunghezza di 18,290 mt, una larghezza di 3,000 mt e una altezza di 3,800 mt. Capaci di sviluppare una potenza oraria di 4800 Kw su 12 motori, raggiungevano una velocità massima di 160 Km/h, limitata a 150 Km/h per motivi di sicurezza. Furono soprannominate "Caimano" grazie ad un concorso pubblicato nel numero di febbraio del 1976 dal mensile aziendale delle Ferrovie dello Stato. Il simpatico e famoso logo apposto sulla cabina delle E656, un caimano verde-giallo in corsa, fu ideato dal ferroviere Ernesto Pillittieri e disegnato da Ugo Uva, grafico del reparto mostre delle FS. Dopo aver rappresentato quanto di meglio realizzato dalla tecnologia e dall'industria ferroviaria italiana, le E656 sono state dismesse tra il 2009 e il 2011. Una ventina di unità, preservate e restaurate dalla Fondazione FS Italiane, sono oggi utilizzate per treni speciali e treni storici e custodite in diversi DL del paese. L'accurato modello in scala 1:87 qui presentato è la E656 072, locomotrice di I serie, assegnata in origine al Deposito di Torino. Le Eurofima sono un gruppo di carrozze passeggeri costruite tra il 1973 ed il 1979 in vari paesi europei grazie al programma della Società Eropea per il Finanziamento del Materiale Ferroviario (Eurofima). Al programma aderirono varie compagnie ferroviarie europee, tra le quali citiamo FS (Italia), DB (Germania), ÖBB (Austria), SBB-CFF-FFS (Svizzera) e SNCF (Francia). Progettate con un nuovo standard denominato UIC-Z, le carrozze offrivano un elevato livello di comfort, con ampli spazi interni e aria condizionata di serie, ed erano destinate a sostituire le più vecchie UIC-X nei treni internazionali più prestigiosi di quegli anni. Oltre ai 3 prototipi iniziali, le ferrovie italiane ne acquistarono 100 unità, di cui 30 di I classe e 70 di II classe, entrate in servizio a partire dal 1977 e consegnate nella livrea color arancio con banda in grigio chiaro (C1). Le carrozze di I classe trasportavano 54 passeggeri in 9 scompartimenti, mentre in II classe trovavano posto 66 passeggeri in 11 scompartimenti, più 18 su strapuntini lungo il corridoio. Omologate per una velocità massima di 200 kmh, in Italia la velocità fu limitata inizialmente a 160 kmh. La costruzione delle 510 carrozze del consorzio Eurofima fu affidata a sei aziende europee, tra le quali la Linke-Hoffmann-Busch, Alstom, FIAT Ferroviaria Savigliano e La Brugeoise et Nivelles. Attraverso gli anni varie trasformazioni, rimodellazioni e cambiamenti di livrea hanno riguardato queste carrozze. Convertite in carrozze salone ad ambiente unico, molte unità sono utilizzate da Trenitalia nei convogli Freccia Bianca e più recentemente negli Intercity Sun.