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Velletri / Frascati “Mai arrendersi”, la lezione di vita del Colonnello Carlo Calcagni arrivata ai Castelli Romani Carlo Calcagni è molto più di un militare, molto più di un atleta. È un uomo che ha saputo trasformare il dolore in forza, la malattia in sfida quotidiana, la fatica in testimonianza. Mai arrendersi: è quello che ha lasciato il passaggio, potente e commovente, del Colonnello Carlo Calcagni tra Frascati e Velletri nei giorni di aprile. Una presenza che non è stata solo testimonianza, ma linfa per chi cerca forza, ispirazione e coraggio. Perché la storia di Carlo Calcagni – 56enne Colonnello del Ruolo d’Onore dell’Esercito Italiano, atleta paralimpico, esempio vivente di resilienza – è una di quelle che si raccontano con il cuore in gola e si ascoltano con la consapevolezza di trovarsi davanti a un esempio autentico di resilienza. Carlo Calcagni, una storia che commuove e che insegna: Paracadutista e Pilota istruttore di elicotteri dell’Esercito Italiano, Calcagni è stato in missione nei Balcani, dove è stato esposto a uranio impoverito e a metalli pesanti. Da lì ha avuto inizio la sua lunga battaglia contro una patologia multisistemica degenerativa che lo ha reso gravemente invalido. Ma se il corpo ha ceduto a una malattia devastante, lo spirito ha saputo reagire con una forza fuori dal comune. Oggi, Carlo Calcagni è un campione paralimpico, un uomo simbolo della lotta quotidiana contro la sofferenza e il dolore, ma anche portavoce instancabile di messaggi di speranza per i più giovani, per i militari, per chiunque abbia bisogno di una spinta per non mollare. “Non c’è tempo per fermarsi. Quando il dovere chiama, io rispondo, sempre e comunque!” – sono parole sue, che risuonano come un giuramento quotidiano alla vita, al servizio, al coraggio. Luca Nicosanti, Tecnico Nazionale di Parakarate e Direttore Tecnico Toukon Karate-Do: Un messaggio che resta Il passaggio di Carlo Calcagni ai Castelli Romani è destinato a lasciare il segno. Non solo per il suo carisma o per le sue medaglie, ma perché è un uomo che ha trasformato la sofferenza in missione, la malattia in occasione per aiutare gli altri. “Coraggio e Resilienza: lo sport che vince le sfide dell’impossibile” – non è solo il titolo di una conferenza. È il motto di una vita. E quando il Colonnello parla ai ragazzi, agli sportivi, agli amministratori, non c’è retorica. C’è verità. E la verità, quando è così limpida e sofferta, scuote le coscienze. Per questo, a Velletri come a Frascati, non si dimenticherà facilmente il suo passaggio. Carlo Calcagni è molto più di un militare, molto più di un atleta. È un uomo che ha saputo trasformare il dolore in forza, la malattia in sfida quotidiana, la fatica in testimonianza. Ufficiale pilota dell’Esercito, nel 1996 durante una missione di pace nei Balcani venne contaminato da metalli pesanti a causa dell’uso dell’uranio impoverito. Da allora vive con una grave patologia multisistemica, ma non ha mai smesso di lottare. Ogni giorno, tra terapie estenuanti e allenamenti, affronta il suo male a testa alta, gareggiando nelle competizioni paralimpiche, diffondendo un messaggio di vita autentica, vera, che scuote le coscienze. “La mia missione non è finita – ha detto spesso – il mio dovere continua ogni giorno: testimoniare che vivere è sempre possibile, anche oltre il dolore”. Chi ha avuto la fortuna di ascoltarlo, di stringergli la mano, porterà con sé un ricordo che non si dimentica. Perché Carlo Calcagni non è solo un simbolo. È un uomo che, ogni giorno, dimostra che niente è impossibile.