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Il Forte Verle (o più precisamente Forte Busa di Verle e in tedesco Werk Verle) è una fortificazione militare, situata sulla Piana di Vezzena ad un'altitudine di 1.504 m s.l.m., in provincia di Trento, poco distante dal forte Vezzena. Il forte appartiene al grande sistema di fortificazioni austriache al confine italiano ed è una delle sette fortificazioni dello sbarramento Lavarone-Folgaria.Il forte si trova vicino al Passo Vezzena, nella parte nord-ovest del massiccio dell'Altopiano dei Sette Comuni, nel comune di Levico Terme. Costruito nel primo decennio del XX secolo dagli austro-ungarici, era posto in una zona strategica, poiché poco distante dal confine con il Regno d'Italia. il forte pesantemente danneggiato fu in buona parte riparato e ricostruito. Rimase come punto di collegamento con il sistema degli altipiani. L'attuale stato di degrado fu dovuto in primo luogo al recupero dell'acciaio delle cupole e degli scudi corazzati da parte del governo italiano, I restanti danni nell'immediato secondo dopoguerra da parte dei "recuperanti". Durante la Grande Guerra nella guarnigione del forte combatterono anche lo scrittore austriaco Fritz Weber, autore del libro "Tappe della disfatta", e il regista e scrittore sudtirolese Luis Trenker. Il forte Vezzena o Spitz di Levico (anche chiamato nei documenti storici come Werk Spitz Verle o Posten Cima Vezzena), si trova a quota 1.908 m s.l.m. ed è collocato sulla cima del Pizzo di Levico (o Cima Vezzena) in Provincia di Trento. Il forte appartiene al grande sistema di fortificazioni austriache al confine italiano. Fu edificato quando il Trentino apparteneva all'impero austro-ungarico tra il 1910 e il 1914.Aveva un'importantissima funzione di osservatorio grazie alla sua posizione strategica, e proprio per questo motivo venne chiamato "l'occhio degli altipiani". Poteva controllare la zona a sud verso Asiago e tutto il versante nord della Valsugana. Era sicuramente un'opera ardita, infatti si appoggiava alla roccia che gli fa da parete a nord e si affaccia a strapiombo con un salto di 1300 metri sulla Valsugana. Il forte si trova in una gola artificiale di roccia, ed era difeso da fitte linee di reticolati. Considerata la difficile posizione, i rifornimenti erano alquanto problematici, perciò venne dotato di capienti cisterne per l'acqua che veniva inviata, mediante pompe elettriche dal sottostante forte Verle... Era considerato inespugnabile e tale si dimostrò; gli italiani cercarono infatti di conquistarlo più volte tra il 1915 e il 1916, ma tutti i tentativi fallirono. L'attuale stato di rovina della fortezza è dovuta al recupero dei materiali ferrosi negli anni del primo dopoguerra; Recentemente è stato parzialmente restaurato e messo in sicurezza e non è più possibile penetrare all'interno, è stata posizionata anche una rete protettiva al bordo dello strapiombo per evitare cadute accidentali.