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Giant Steps - J. Coltrane - voicing di tre note piano tutorial di Antonio De Angelis info@antoniodeangelis.com In questo video ti mostro come armonizzare una melodia di uno standard jazz utilizzando un voicing di tre note. L’idea è semplice ma fondamentale: puoi armonizzare la melodia usando solo la fondamentale, la terza e la settima dell’accordo di riferimento. In questo esercizio lavoreremo con: • Maj7 costruito sul I grado • m7 costruito sul II grado • 7 di dominante costruito sul V grado Il tutto naturalmente all’interno della scala maggiore. È chiaro che, se nella melodia sono già presenti la terza o la settima, il voicing resterà di tre note. Se invece compaiono altri gradi come quinta, nona, undicesima o tredicesima, il voicing diventerà automaticamente di quattro note. Per affrontare al meglio questo lavoro ti consiglio davvero di leggere con attenzione il Capitolo III di “The Jazz Piano Book” di Mark Levine, un testo di riferimento imprescindibile per chi studia pianoforte jazz. Detto questo, vorrei aggiungere anche qualche riflessione personale, maturata negli anni come performer e insegnante, che magari può aiutarti a chiarire alcuni dubbi comuni. Partiamo dalla diteggiatura. Quando costruiamo gli accordi lungo tutto il brano, la diteggiatura è sicuramente importante, ma non deve diventare un’ossessione. Usa pure le diteggiature che senti più naturali per le tue mani. Ognuno di noi ha mani e dita diverse, ed è giusto che sia così. Perché questa libertà? Nella musica classica si usano diteggiature precise e ripetibili, perché la memoria muscolare deve fare il suo lavoro. Nel jazz e nella musica improvvisata, invece, la situazione è diversa: il movimento è spesso estemporaneo, e quindi puoi tranquillamente usare diteggiature diverse per lo stesso passaggio, sia scritto che improvvisato. L’obiettivo diventa allora allenare soprattutto la memoria uditiva, che col tempo diventerà anche muscolare. Ed è una memoria molto più potente quando si tratta di assimilare infinite sequenze melodiche e armoniche. La linea di confine tra impostazione classica e jazz è sottilissima. Per questo consiglio sempre di studiare bene i classici, in particolare Bach, che resta il vero re della diteggiatura. Poi, quando improvvisi, lascia più spazio alla libertà: la mano troverà piano piano la sua dimensione. La diteggiatura può sembrare un aspetto secondario, ma va comunque tenuta sotto controllo, senza cadere nel perfezionismo. Guarda Thelonious Monk: mano completamente fuori dagli schemi, ma perfettamente funzionale al suono che voleva ottenere. Sarebbe impensabile immaginare Monk che suona come Chopin… e per fortuna! Osserva l’impostazione dei pianisti che ami: Horowitz suonava con le dita piatte, Glenn Gould era praticamente seduto per terra con il viso incollato alla tastiera. Tutto questo ci dice una cosa molto chiara: non esiste un’impostazione universale. L’impostazione nasce dal suono che vogliamo tirare fuori dallo strumento. Le connessioni tra dita e cervello sono infinite, e vale davvero la pena esplorarle. Certo, una base “codificata” serve: mano arcuata, dita rilassate, polso in linea, braccio morbido… ma non devono diventare regole rigide. Quando armonizzi, quindi, osserva la tua mano, sperimenta posizioni diverse, non fermarti alla prima soluzione solo perché “sembra giusta”. Vai avanti, anche sbagliando, ma vai avanti. Non bloccare mai il flusso sonoro. L’improvvisazione è un po’ come la Formula 1: non puoi fermarti a pensare troppo. In fase di studio fai pure tutti i pit stop che vuoi (anzi, devi farli!), ma quando suoni davvero… si corre. Ed è lì che viene fuori tutto quello che hai sedimentato. In sintesi: • Studia la diteggiatura con cura sui classici • Assorbi il linguaggio jazz con un approccio più libero • Abbi pazienza e costanza: i progressi arriveranno, te lo garantisco Se ti va di approfondire, puoi contattarmi a info@antoniodeangelis.com. Posso regalarti dispense, spartiti, arrangiamenti in PDF, basi MP3 e altro materiale utile per lo studio. Ci divertiremo 😉 P.S. Qui sotto trovi tutti i 14 standard consigliati alla fine del Capitolo III di Mark Levine. Nei prossimi video svilupperò anche gli altri argomenti del libro, sempre arricchendoli con la mia esperienza personale. Benvenuto su GezzPianoItaliano 🎹 #jazz #jazzpiano #pianojazz #pianojazzmusic #piano #pianoforte #pianoimprovising #pianoimprovisation #pianoimprov #pianotutorial #pianolessons #pianolesson #pianolessonsonline #jazzinstrumental #jazzpianolessons #milesdavis #tuneup #monk #askmenow #duke #dukeellington #four #vanheusen #johncoltrane #allthethingsyouare #countdown #giantsteps