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Il Santuario sorge nella frazione di Grazie, sul versante destro del fiume Mincio, in un punto in cui il fiume si allarga formando il cosiddetto “Lago Superiore”. La zona fa parte di un paesaggio di grande valore ambientale, con canneti, zone umide e il fiume Mincio che caratterizza l’assetto naturale e visivo della valle. Il borgo stesso di Grazie è cresciuto intorno al Santuario: in origine poche case, botteghe e strutture di accoglienza per pellegrini. Storia Le origini del culto risalgono all’anno Mille circa: in un luogo di pesca e acquitrini sul Mincio gli abitanti del luogo eressero un capitello con l’effige della Madonna e del Bambino e vi si rivolgevano in preghiera chiedendo “grazie” per la loro sopravvivenza. Nel 1399 il Duca di Mantova, Francesco Gonzaga, fece costruire l’edificio sacro come voto alla Madonna per la cessazione della peste che affliggeva la zona. Il progetto fu affidato a Bartolino da Novara. La chiesa venne consacrata il 15 agosto 1406. Nei secoli successivi fu arricchita architettonicamente e artisticamente: porticati, cappelle laterali, impalcati votivi, chiostri del convento etc. Nel XVIII e XIX secolo attraversò momenti difficili (soppressioni religiose, guerre risorgimentali) ma è tuttora meta di pellegrinaggi. Architettura e arte Lo stile esterno è gotico-lombardo, sobrio ed elegante: la facciata è preceduta da un portico con pinnacoli. L’interno presenta una navata unica con abside poligonale, tipica di edifici votivi medievali, ma con rimaneggiamenti successive. Un elemento molto curioso: un coccodrillo impagliato è appeso verso la volta della navata. Questo animale — non modello ma vero — ha carattere simbolico (il male domato) ed è diventato un elemento distintivo del Santuario. Le pareti laterali sono ricoperte da un impalcato ligneo contenente 53 statue polimateriche (cartapesta, legno, materiali misti) che illustrano figure e temi della tradizione popolare e devozionale. Nella prima cappella a destra si trova il mausoleo di Baldassarre Castiglione, opera di Giulio Romano. Nella facciata esterna e nel loggiato vi sono lunette con affreschi del XVI secolo che narrano miracoli o eventi legati al Santuario. Devozione, usi e peculiarità È importante luogo di pellegrinaggio mariano, con culto alla Madonna delle Grazie. Ogni 15 agosto (festa dell’Assunta) la piazza davanti al Santuario ospita la tradizionale fiera e il concorso nazionale dei “madonnari” (artisti del gessetto) che dipingono soggetti sacri sulla selciato. La localizzazione scenografica (terrazza sul fiume, nelle valli del Mincio) rende il luogo suggestivo anche per i visitatori non strettamente devoti. Il Santuario è accessibile liberamente ed ha rampe per disabili. Perché visitarlo Per la bellezza architettonica: un esempio di gotico-lombardo ben inserito nel paesaggio. Per gli elementi originali e curiosi: il coccodrillo impagliato, le statue polimateriche, l’impalcato votivo. Per il contesto ambientale: la vicinanza alle Valli del Mincio e la posizione panoramica. Per vivere un’esperienza storica e devozionale intensa: un luogo che unisce arte, fede, popolo, natura.