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Video diretta Circolo Pd "Elena racconta Matteotti" Apricena 5 dicembre 2025 una serata di memoria e emozione con Elena Matteotti APRICENA – Una sala gremita e un silenzio partecipe hanno accolto Elena Matteotti, nipote del deputato socialista Giacomo Matteotti, ospite del Circolo del Partito Democratico di Apricena per un incontro dedicato alla memoria, alla storia e al valore civile della testimonianza. L’evento, introdotto da Michele Lacci, ha intrecciato racconti familiari, ricostruzioni storiche e riflessioni sul presente. Il professor Vincenzo Beccia, blogger di un canale youtube seguitissimo dai giovani, ha presentato un breve video di otto minuti sul caso Matteotti, capace di toccare la sensibilità del pubblico e di rendere accessibile, in pochi, intensi passaggi, la complessità di una vicenda che ha segnato la storia repubblicana. A seguire, Teresa Maria Rauzino della sezione Gargano della Società di storia patria per la Puglia, ha ripercorso il ruolo di Mauro Del Giudice, magistrato originario di Rodi Garganico che ebbe il coraggio – raro e pericoloso – di portare avanti le indagini contro Dumini e gli squadristi della Ceka, esecutori materiali dell’assassinio, senza farsi intimidire dalle minacce che i fascisti gli rivolgevano sotto le sue finestre. Lo scopo del giudice Istruttore era di raccogliere prove schiaccianti sulle responsabilità di Mussolini come mandante dell’omicidio. L’istruttoria gli fu tolta e fu mandato a Catania. Al processo, trasferito a Chieti, gli assassini vennero condannati a pene lievissime da magistrati compiacenti. A Del Giudice spetta il merito di aver contribuito, con una sua fondamentale testimonianza, alla “cassazione” di quella sentenza e alla apertura di un nuovo processo Matteotti che nel 1947 condannò gli assassini a pene esemplari. Momento centrale della serata è stato l’intervento di Elena Matteotti, che ha condiviso ricordi familiari e documenti privati, leggendo due toccanti lettere: una scritta da Velia Titta, moglie di Giacomo Matteotti, pochi mesi prima del rapimento e dell’assassinio, e la risposta del deputato socialista. Parole profonde, che hanno commosso la sala. Una frase di Velia rivolta a Giacomo, in particolare, è risuonata come un monito attuale: «Ti conosco da tanto tempo e so che non arretrerai nemmeno di un centimetro per far valere le tue idee». Elena Matteotti ha anche voluto omaggiare Pasquale Palazzo, artigiano della pietra di Apricena, che la scorsa estate ha donato, su input di Michele Lacci, una nuova targa commemorativa dopo la distruzione di quella dedicata a Matteotti a Roma. «Un gesto potentissimo – è stato sottolineato – che racconta meglio di molte parole il senso profondo della memoria». La serata si è trasformata in un momento collettivo di riflessione e appartenenza. Numerosi i commenti dei partecipanti che hanno definito l’incontro “indimenticabile”, “memorabile” e “necessario”. «Matteotti è stato un uomo impavido – ha ricordato un cittadino – e a uomini come lui dobbiamo la nostra libertà e la nostra democrazia». Il professor Beccia ha sottolineato il valore umano degli interventi: «Sono le persone, più degli eventi, a fare la Storia che studiamo». A chiudere l’incontro, le parole del moderatore Michele Lacci: «Le persone che hanno coraggio spesso restano sole, però restano nella storia». In questo spirito, l’appuntamento di Apricena ha trasformato il ricordo di Giacomo Matteotti in un invito all’impegno, al rispetto della memoria e alla responsabilità democratica. Come ha commentato uno dei presenti, «ne avevamo davvero bisogno». Molti partecipanti all’evento, che è stato trasmesso anche in diretta Fb, nei loro messaggi hanno ringraziato gli organizzatori e i relatori per aver saputo «costruire un ponte tra politica e cultura», e per aver restituito un senso di comunità e partecipazione civile.