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E’ arrivata fino al Parlamento Europeo la polemica per uno dei cartelli del corteo di sabato del Vco Pride a Omegna. Si tratta di una rivisitazione ironica del logo dello storico marchio cusiano Bialetti. Non hanno apprezzato il consigliere di Fratelli d’Italia Mattia Corbetta e Luigi Songa che hanno visto in quel disegno un dileggio della storia della città, che ha danneggiato l’immagine di Omegna e mancato di rispetto alla tradizione e al lustro della Bialetti. E accusano l’amministrazione comunale di non aver preso le distanze dal cartello. Polemica ripresa anche dall’europarlamentare della Lega Isabella Tovaglieri: “Invece di offendere chi si riconosce in quella che è stata un’eccellenza del Piemonte nel mondo, i promotori del gay pride abbiano il coraggio di dissociarsi dai loro veri nemici, a cui finora hanno strizzato l’occhio per mera convenienza e propaganda politica. Giocate pure con i cortei, ma lasciate stare i simboli che hanno fatto grande il nostro territorio: l’omino Bialetti non si tocca”. Nel pomeriggio è arrivata la replica dell’amministrazione Berio: “C’era da aspettarselo. Era del tutto evidente che di fronte all’ottima riuscita del VCO Pride a “impatto zero” sulla città, dal punto vista dell’ordine pubblico e della viabilità, qualcuno avrebbe cercato affannosamente la pagliuzza nell’occhio dell’altro per riuscire a dare vita a nuove polemiche e critiche”. E proseguono: Quella rielaborazione grafica può piacere o non piacere e risultare discutile e forse lo è. Ma rientra in una sfera legata alla satira e alle tinte della manifestazione. Non certo voleva essere oltraggiosa nei confronti di qualcosa o peggio ancora di qualcuno. Spiace anche che il Consigliere Corbetta non abbia ascoltato gli autorevoli interventi e le emozionanti testimonianze che hanno caratterizzato la conclusione dell’evento; rappresentanti dell’ANPI, dei Sindacati, delle Associazioni che operano per tutelare la dignità delle persone discriminate e dei loro familiari e dei giovani bullizzati e denigrati a scuola e nel mondo del lavoro.”