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Chi erano davvero i Galli che attraversarono le Alpi e cosa significava, nell’Italia del V e IV secolo a.C., percorrere quelle vie? In questa lezione di Gioal Canestrelli all’Umbria Antica Festival 2025 entriamo nel cuore di una delle trasformazioni più profonde dell’Italia preromana: l’arrivo e l’insediamento delle popolazioni galliche nella penisola, non come evento improvviso e isolato, ma come processo lungo, articolato e connesso a una vasta rete mediterranea. Dalle direttrici alpine ai grandi fiumi del Nord, dal porto di Adria all’emporio di Ancona, fino ai rapporti con il mondo etrusco e con la Siracusa dei Dionisi, la lezione ricostruisce le vie dei Galli come corridoi di mobilità, mercenariato, commercio e scambio culturale. Le Alpi non più barriera, ma ponte. Le strade non solo teatro di guerra, ma canali di idee, modelli politici e trasformazioni sociali. Attraverso fonti antiche – da Tito Livio a Plinio – e testimonianze archeologiche decisive, emerge un quadro lontano dall’immagine del “barbaro invasore”: piccoli gruppi armati, reti di reclutamento, integrazioni nelle comunità venetiche, etrusche e umbre, spade galliche forgiate a Roma, famiglie miste, identità che si trasformano nel tempo. Dal Sacco di Roma alla nascita della Gallia Cisalpina, dalle necropoli di Montebello Vicentino ai ciottoloni iscritti di Padova, questa conferenza mostra come le vie percorse dai Galli abbiano contribuito a ridisegnare gli equilibri dell’Italia antica, intrecciando conflitto e integrazione in un processo storico complesso e sorprendentemente attuale. Perché comprendere le vie dei Galli significa comprendere un’Italia prima di Roma: mobile, fluida, connessa.