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La traversata del Contrario e del Cavallo è sicuramente uno degli itinerari più difficili e appaganti delle Alpi Apuane. RELAZIONE Si parte dalla Val Serenaia prendendo il sentiero 178 che sale nel bosco con pendenza non eccessiva ma costante. Giunti ad una deviazione (cartello) si prosegue sul sentiero 180 che porta al Rifugio Orto di Donna (1.30h dal parcheggio). Dal Rifugio si segue il largo sentiero (non segnato, inizialmente simile ad una stretta marmifera) che punta al Passo delle Pecore al quale si arriva in circa 20 minuti. Dal Passo delle Pecore si prosegue per tracce che collegano alla cresta ovest del Contrario (a volte non evidenti e su passaggi molto ripidi su paleo instabile). Siamo ora sulla aerea cresta che seguiamo prima direttamente su roccia mediamente buona (II grado, esposto) e poi bypassando un risalto roccioso sulla sinistra sempre per tracce con rocce instabili e paleo. Da qua brevemente alla vetta per roccette di I-II grado. Dalla vetta si scende in direzione del Monte Cavallo (cresta Est) seguendo una esile, stretta e ripida traccia (delicato ed esposto) che porta ad una piccola sella. Da quest’ultima si continua per tracce (sempre molto ripide, prima superando un breve passaggio di II e poi per paleo) arrivando alla Foce del Cavallo. Si continua in cresta per ripidissimo paleo e arrampicando brevi tratti di I-II grado (esposto). Si riscende nuovamente traversando una breve cengia (facile ma molto stretta) arrivando ad un’altra piccola sella dalla quale risaliamo ancora per ripido paleo e rocce instabili (I-II) arrivando così sulla cima nord del Monte Cavallo (circa 2.30h dal Passo delle Pecore, 1.30h dalla vetta del Contrario). Dalla cima si scende in direzione de ‘’La Vela’’ dalla quale entriamo nel Canal Cambron. Questo canale per quanto non opponga difficoltà particolari (brevi passi di I) è molto ripido e delicato: spesso le rocce che affiorano sono instabili ed è completamente ricoperto da altissimo paleo e piante orticanti che nascondono la traccia di discesa. Dopo il superamento di questa ultima difficoltà ci caliamo sul sentiero sottostante (178/179/36) che in una ventina di minuti porta alla Foce di Cardeto (almeno 1.30h dalla cima del Cavallo). Dalla Foce, senza difficoltà particolari, mantenendoci sempre sul sentiero 178, si ritorna in val Serenaia (1.30 dalla Foce di Cardeto) CONSIDERAZIONI L’esposizione elevata e spesso continua, le rocce instabili, il paleo ripidissimo e le tracce non sempre evidenti (nonché la discesa dal Canal Cambron), rendono questo sicuramente uno degli itinerari più difficili delle Apuane. Particolare attenzione va data ai passaggi in discesa, che a mio avviso sono sicuramente più difficili ed insidiosi di quelli da percorrere in salita. Potrebbe essere fuorviante classificarlo come alpinistico in quanto di roccia vera e propria (quindi con passaggi continui e proteggibili) ce ne è davvero poca, forse solo nell’ultima parte della salita al Contrario; sono comunque presenti varie soste sparse tra la cresta del contrario e la fine del Cambron. Lo ritengo più difficile della Bagola Bianca al Pisanino e della cresta di Nattapiana al Pizzo d’Uccello (malgrado questa richieda nozioni alpinistiche per le doppie) ma più semplice della cresta nord est dell’Alto di Sella e soprattutto della traversata della Roccandagia passando per il Grondalpo. Malgrado quanto detto è un itinerario che può affrontarlo solo chi ha molta dimestichezza con sentieri molto esposti e delicati, molto comuni in alcune zone delle Apuane. DATI TECNICI Difficoltà: EE+/PD/II+ Dislivello: 950mt Tempo: 7h escluse le soste Lunghezza: 9,5km