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Dopo Barcellona, secondo voi, chi arriva meglio ai test in Bahrein? Cosa ci hanno davvero raccontato i cinque giorni di shakedown a Montmelò? Quali team sono arrivati più preparati e chi, invece, dovrà rincorrere nei prossimi test? In questo video analizziamo nel dettaglio tutto quel che è emerso dai primi chilometri delle monoposto 2026, tra affidabilità, chilometraggi, soluzioni tecniche e primi segnali di performance. Cinque giorni di test “a porte chiuse” sul circuito di Montmelò hanno permesso ai team di Formula 1 di mettere finalmente in pista le nuove vetture nate con il regolamento 2026. L’obiettivo principale non era il tempo sul giro, ma verificare che tutto funzionasse correttamente: Power Unit completamente nuove, sistemi ibridi inediti, aerodinamica rivista e procedure operative da rodare. In questo contesto la Mercedes ha impressionato per continuità e organizzazione, riuscendo a completare oltre 500 giri senza problemi significativi e portando avanti un programma di lavoro estremamente completo. Anche la Ferrari ha mostrato una preparazione solida, macinando chilometri importanti e confermando i buoni segnali già visti a Fiorano, soprattutto sul fronte dell’affidabilità del pacchetto motore. Leggere i tempi è però un esercizio fuorviante: meteo instabile, pista fredda, programmi differenti e l’enorme flessibilità delle nuove Power Unit rendono impossibile costruire classifiche realistiche. Più indicativi sono invece i chilometri percorsi e la qualità del lavoro svolto. Oltre ai top team, hanno convinto Alpine, Haas e Vcarb, tutte capaci di girare con continuità e raccogliere dati preziosi. Red Bull, pur penalizzata da un incidente, ha mostrato soluzioni aerodinamiche interessanti, mentre McLaren, arrivata tardi, ha evidenziato un potenziale elevato nonostante i pochi giri completati. Più complicata la situazione di Aston Martin e Cadillac, entrambe molto indietro nella preparazione e chiamate a un deciso cambio di passo. Il vero banco di prova sarà ora il Bahrein, con due sessioni di test da tre giorni su una pista più severa per gomme, Power Unit e gestione energetica. Qui i team inizieranno a spingere di più, avvicinandosi a simulazioni di gara e qualifica, e i primi rapporti di forza diventeranno più leggibili. Barcellona non ha dato verdetti, ma ha già tracciato una linea chiara tra chi è pronto e chi dovrà rincorrere. Segui Matteo Bobbi sui social! / matteobobbi X https://twitter.com/matteobobbi?lang=it