У нас вы можете посмотреть бесплатно Capaci bis, Mario Santo Di Matteo: “Gioé mi disse che Bellini era dei Servizi” или скачать в максимальном доступном качестве, видео которое было загружено на ютуб. Для загрузки выберите вариант из формы ниже:
Если кнопки скачивания не
загрузились
НАЖМИТЕ ЗДЕСЬ или обновите страницу
Если возникают проблемы со скачиванием видео, пожалуйста напишите в поддержку по адресу внизу
страницы.
Спасибо за использование сервиса ClipSaver.ru
Capaci bis, Mario Santo Di Matteo: “Gioé mi disse che Bellini era dei Servizi” [26 novembre 2014] “Le stragi? Una Guerra allo Stato da parte di Riina. In Cosa nostra c’era a chi dava fastidio questa cosa”. A raccontarlo al processo Capaci bis, che per il terzo giorni si sta celebrando al carcere Rebibbia di Roma, è Mario Santo Di Matteo padre di Giuseppe, il bambino rapito da Cosa nostra e poi sciolto nell’acido. “Ricordo che mio padre lo disse ad Antonino Gioé, ‘questi vi porteranno a sbattere (riferendosi ai Corleonesi), voi non sapete chi è Riina, quando lo capirete sarà troppo tardi’. Riina aveva fatto sempre grandi tragedie in Cosa nostra già ai tempi di Liggio. Per le stragi poteva contare su famiglie fidate come per esempio i Madonia, i Brusca, i Ganci. E noi obbedivamo”. Il collaboratore di giustizia ha poi parlato del proprio ruolo al tempo delle stragi. In un suo possedimento, in contrada Rebottone, furono fatte alcune prove per l’esplosivo. “Ricordo che lo portò Agrigento - ha detto innanzi alla Corte d’assise nissena - era un esplosivo di tipo granuloso. Fu fatta una prova in campagna e venne fatto saltare un blocco di cemento. C’eravamo io, Gioé, Brusca, Rampulla, Bagarella. Pietro Rampulla era il tecnico che armava tutto. Ricordo che portò due telecomandi lui, ed altri due li avevamo comprati io e Brusca in un negozio di giocattoli. Un paio furono usati per Capaci. Gli altri due li consegnai a Gioé tempo dopo. Mi disse che li doveva dare ai Graviano”. Tra diversi non ricordo Di Matteo ha cercato di ricostruire le varie fasi dell’attentato che lo hanno visto protagonista solo in una prima parte, dopodiché fu messo a conoscenza dei fatti solo da Gioé. “Fui coinvolto anche nelle prove di velocità. Ricordo che viaggiavo in autostrada a circa 160 km/h. Serviva per capire se l’impulso al detonatore arrivava in tempo. Sulla montagnetta c’erano Gioé e Brusca, io passavo e c’era chi controllava se la lampadina faceva il flash”. Di Matteo ha anche detto di non ricordare se vi fosse stato il coinvolgimento di soggetti esterni a Cosa nostra nelle fasi dell’attentato e alla domanda se fossero stati simulati dei lavori stradali durante le fasi di preparazione de “l’Attentatuni” ha detto di “non ricordare” mentre in un verbale del 6 novembre 2013 ai pm aveva dichiarato di “escluderlo”. Salve a tutti. Se apprezzate il nostro lavoro, vi chiediamo, se potete, di sostenerci e acquistare un Super Grazie o nelle Chat Live il Superchat, o l'abbonamento al canale, sostenendo direttamente il nostro canale (2€, 5€, 10,00€, 50,00€) Malgradotuttoblog. Il pulsante del super grazie lo trovate sotto al titolo del video, in basso a destra. Grazie comunque a tutti per l’attenzione e l’interesse al canale. 🔴 Abbonati a questo canale per accedere ai vantaggi: / @malgradotuttoblog CANALE TELEGRAM: https://t.me/boost/Ma1gradotutto • Strage Pizzolungo, Carlo Palermo, il traff...