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Ivrea(TO). Cattedrale di Santa Maria Assunta. Concerto di 10 (9+7^minore) campane in Reb3. Capanni, Castelnuovo ne' Monti 1976. Suonate per la Festa Patronale di San Savino 2019: [00:00] Presentazione fotografica accompagnata dal brano "Concerto per organo in A minore" BWV 593 di J.S.Bach; [05:20] Processione d'Ingresso della Santa Messa Solenne delle ore 11 presieduta dal Vescovo di Biella S.Ecc.Mons. Roberto Farinella e concelebrata dal Vescovo di Ivrea S.Ecc.Mons. Edoardo Cerrato e dal Vescovo Emerito S.Ecc.Mons. Luigi Bettazzi; [09:46] Allegrezze e Suonata alla Romana [14:06] eseguite da Digema85 per la partenza della Processione con l'Urna di San Savino; [18:20] Allegrezze eseguite dal Sottoscritto durante la Processione per le vie della città con l'Urna contenente le Reliquie di San Savino; [29:30] Suonata alla Romana e Distesa Solenne a 9 [33:58] campane eseguite dal Sottoscritto per l'arrivo in Cattedrale della Processione con l'Urna contenente le Reliquie di San Savino; [41:28] Allegrezze eseguite da Alessandro Ravasio e da Digema85 per l'Angelus Solenne; [45:16] Concerto Solenne a 8 eseguito da Alessandro Ravasio per l'Angelus Solenne. Registrazione audio in HD realizzata con microfono Tascam DR-40. Si consiglia l'ascolto in cuffia per poter meglio fruire del contenuto. La Cattedrale di Ivrea, dedicato a Santa Maria Assunta, si erge su di un'altura, nella parte vecchia della città, a due passi dal Castello dalle rosse torri. La decisione di ingrandire e abbellire la cattedrale venne assunta dal vescovo Warmondo che tenne la cattedra eporediese dal 969 al 1005 e che si distinse sia per l'impulso dato allo sviluppo artistico del duomo. Della costruzione realizzata in quegli anni si sono conservate sino ai nostri tempi l'abside, le due torri campanarie che l'affiancano e il deambulatorio alle spalle del coro. I due campanili che affiancano l'abside sono incorporati nella struttura della chiesa al termine delle due navate laterali; la loro superficie esterna è divisa in sette piani segnati da cornici in cotto e da archetti ornamentali. La torre campanaria sud ospita il concerto di 10 campane, 9+7^minore, intonato in scala di Reb3, fuso da Capanni nel 1976 per volontà del Vescovo Emerito S.Ecc.Mons. Luigi Bettazzi. Esso è disposto negli ultimi due piani della torre. Nella cella inferiore troviamo le 5 campane minori, mentre in quella superiore trovano posto le campane maggiori. Nel corso della ricostruzione avvenuta nel XII secolo a seguito del terremoto del 1117 la cattedrale cambiò profondamente la propria fisionomia adottando una pianta assai più simile a quella odierna. Venne effettuato il rifacimento delle navate, fu creato un transetto poco profondo ed edificato un tiburio sull'incrocio del transetto con la navata centrale. Per completare le descrizione delle strutture romaniche occorre ricordare anche la presenza dei ruderi di un chiostro, posti in prossimità dell'abside del duomo, caratterizzati dall'eleganza degli archi e dei capitelli in pietra. Nel 1854 la facciata in stile rinascimentale, voluta nel Cinquecento in sostituzione di quella romanica originale, venne a sua volta sostituita dalla attuale facciata neoclassica quando fu deciso l'allungamento della cattedrale: i lavori furono eseguiti dall'architetto Gaetano Bertolotti. Essa è segnata da quattro grandi colonne marmoree che sostengono il frontone triangolare. Il visitatore che entra oggi nel duomo è subito immerso nelle strutture tardo barocche volute dal vescovo Ottavio Pocchettini nella penultima decade del Settecento, con le alte lesene che si innalzano sino al cornicione, gli archi delle navate sostenuti da coppie di colonne e di pilastri con capitelli corinzi, gli stucchi e le decorazioni che ricoprono le pareti e le volte a vela, la cupola ellittica che maschera il tiburio. Il presbiterio ospita il ricco altare marmoreo fatto costruire dal vescovo Vittorio De Villa a metà Settecento. L'organo della Cattedrale di Ivrea è un pregevole strumento ottocentesco di scuola lombarda, da annoverarsi tra i più importanti organi storici della regione. Fu costruito nel 1857 ad opera del celebre organaro bergamasco Felice Bossi, in seguito ai lavori di ampliamento della chiesa e di traslocazione della facciata. Tra gli elementi di maggior pregio sono da segnalare il canneggio in metallo, interamente in stagno, e la presenza di un rarissimo registro di Principale 32' al I manuale, ancorché in tessitura reale dalla seconda ottava. Lo strumento è situato in controfacciata, racchiuso da una cassa lignea riccamente decorata con fregi e dorature. Un sentito ringraziamento al Vescovo Mons. Edoardo Cerrato, al Vescovo di Biella Mons. Roberto Farinella, al parroco don Mauro, al custode Ermes e ai seminaristi per la calorosa accoglienza e per aver permesso la registrazione del suono di questo concerto e a Digema85, Campanaro29, Alessandro Ravasio e per la simpatia e per avermi accompagnato nelle riprese e nelle suonate.