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Il governo ha depositato modifiche alla manovra che intervengono duramente sulle pensioni, allontanando l’uscita dal lavoro per molti e spingendo verso la previdenza complementare. Scopriamo le due principali strette che penalizzano l’accesso alla pensione anticipata e riducono il valore del riscatto della laurea. ⏳ Uscita Anticipata: Contributi e Finestre Mobili Aumentano L’accesso alla pensione anticipata diventa più difficile: a causa dell’adeguamento alla speranza di vita, i requisiti contributivi saliranno fino a 43 anni e 9 mesi di contribuzione entro il 2035. A questo si aggiunge l’allungamento delle "finestre mobili", ovvero il periodo di attesa tra il raggiungimento dei requisiti e l'effettiva erogazione dell'assegno: • Si passa dagli attuali tre mesi a quattro mesi nel biennio 2032-33. • A cinque mesi nel 2034. • A sei mesi a partire dal 2035. 🎓 Riscatto della Laurea: Vale Molto Meno dal 2031 Vengono introdotti limiti al riscatto della laurea e dei diplomi affini per l’accesso all’anticipata. Per chi maturerà i requisiti contributivi per l’anzianità a partire dal 2031, scatta una penalizzazione progressiva: • Il riscatto continuerà a incidere sul valore dell’assegno, ma apporterà sempre meno "mesi" al conteggio dell’anzianità contributiva. • La penalizzazione inizia da sei mesi in meno nel 2031. • Sale di sei mesi ogni anno. • Arriva a trenta mesi in meno nel 2035. 🤝 Spinta alla Previdenza Complementare Insieme alle restrizioni sull'uscita anticipata, il governo introduce un meccanismo che agevola la tacita adesione ai fondi pensione. A partire dal prossimo luglio, i neoassunti del settore privato (escluso il lavoro domestico) saranno automaticamente iscritti alla previdenza complementare prevista dai loro contratti. Potranno rinunciare a tale iscrizione entro sessanta giorni. Si stima che questo meccanismo aumenterà le adesioni "tacite" in media di 100mila annue. #pensioni #riformapensioni #riscattolaurea #previdenzacomplementare #manovra #lavoro