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#iorestoacasa @allascopertadiCosa È parte del viaggio dedicato ai 49 Musei della Direzione Regionale Musei della Toscana e inserito oggi nell’iniziativa #artyouready, GranVirtualTour e #lartetisomiglia . Vi proponiamo di entrare da porta Fiorentina e di incamminarci sulla strada bianca moderna che conduce al Museo Varcata la porta antica Cosa ci appare oggi un giardino profumato e un oliveto storico attraverso il quale raggiungiamo la moderna costruzione adibita a Museo. La struttura, recintata da un alto muro coronato da anfore romane, si articola intorno ad un ampio cortile, oggi adibito a luogo di incontri, iniziative didattiche, spettacoli e concerti. Il Museo, quasi al centro del sito archeologico, fu costruito dove, fin dal'XIX secolo, era un piccolo edificio rurale adibito a deposito di attrezzi agricoli. Dopo venti anni di scavi archeologici a cura dell’American Academy di Roma, sopra le domus romane rinvenute, venne progettato e realizzato il piccolo Antiquarium, inaugurato a metà degli anni 80. La lapide posta al di sopra della porta di ingresso del Museo ricorda prima di tutto la Marchesa Maria Rita Sanfelice, proprietaria dei terreni su cui fu edificata la struttura che aveva liberalmente autorizzato a costruire. I nomi che chiudono la dedica sono quelli del direttore degli scavi per l’Accademia Americana e dei Soprintendenti Archeologi che a vario titolo appoggiarono, controllarono e autorizzarono la costruzione dell’Antiquarium. Le murature ricalcano quelle delle domus rinvenute e sono costruite, come queste, in pietre squadrate legate con malta mentre il soffitto è sorretto da una robusta travatura lignea. Il prof F.E. Brown fin dall’inizio degli scavi, che risale al maggio giugno 1948, penso ad un edificio atto a esporre i reperti provenienti dalle indagini dell’American Academy, proseguite per oltre un cinquantennio. Il museo infatti, attraverso una grande planimetria della città, plastici ricostruttivi di Acropoli, Foro e abitazioni, corredati da pannelli in italiano e inglese, attraverso una scelta ricca e variegata dei reperti rinvenuti facilita la comprensione del sito, conservando al suo interno, anche letteralmente, tesori preziosi, come i 2004 denari d’argento rinvenuti in una domus che si trova esattamente sotto l’edificio, la casa di Quinto Fulvio. Dunque un tesoro prezioso entro uno scrigno altrettanto prezioso, in questo periodo pieno di fiori e dei profumi primaverili.. Con i fiori del cortile del Museo in attesa di incontraci di nuovo, vicini a tutti coloro che soffrono e al Personale Sanitario impegnato a proteggerci e a curarci, il Direttore e il Personale del Museo Archeologico Nazionale e Antica Città di Cosa vi augurano una Buona Pasqua. Auguri da Maria Angela, Maurizio, Daniela, Claudia, Paolo, Lucia, Gianni ed anche da Graziano e Patrizia, che, seppure in pensione, sono e saranno “cosani” per sempre!! Il viaggio alla scoperta di Cosa continua....... Testi e video M.A. Turchetti Fotografie: Archivio Cosa (P. Nannini, M.A. Turchetti) Planimetrie scavi tratte da V. Bruno, R.T. Scott, Cosa IV. The houses. Memoirs of American Academy in Rome, 38, 1993. Per saperne di più: G. Poggesi, M.A. Turchetti, Cosa, Orbetello. Itinerari Archeologici, Firenze, 2016