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Nonostante il quadro ultra-ottimistico dipinto dal segretario alla Guerra Pete Hegseth e dal Capo degli Stati Maggiori riuniti Dan Caine circa lo stato delle operazioni militari contro l’Iran, le esternazioni del presidente Trump continuano a tradire profonda inquietudine. L’inquilino della Casa Bianca sta infatti pianificando un tentativo di occupazione della cruciale isola di Kharg e minacciando addirittura di sciogliere la Nato in caso di mancato supporto dei Paesi membri alla riapertura dello Stretto di Hormuz. «Se alla nostra richiesta di sbloccare lo Stretto di Hormuz non ci sarà alcuna risposta o se la risposta sarà negativa, penso che il futuro della Nato sarà molto negativo», ha affermato Trump. La Russia, che secondo un’inchiesta del «Washington Post» starebbe supportando attivamente lo sforzo bellico iraniano, sta invece lucrando enormemente sulla situazione di caos venutasi a determinare. Il «Financial Times» ha quantificato in 150 milioni di dollari al giorno l’ammontare delle entrate di bilancio extra derivanti dalla vendita di petrolio per la Russia, che secondo le stime potrebbe beneficiare di guadagni supplementari compresi tra 3,3 e 4,9 miliardi di dollari entro la fine di marzo nel caso in cui il prezzo dell’Urals si muova entro una banda di oscillazione compresa tra i 70 e gli 80 dollari per barile – contro i 52 dollari di media registrati nel bimestre precedente. Il quotidiano finanziario londinese identifica nella Russia il principale vincitore dell’attuale conflitto in Medio Oriente, che offre al Cremlino «l’opportunità di rafforzare la propria presa sui mercati energetici a scapito degli Stati del Golfo, impossibilitati a esportare i propri prodotti». La posizione di forza acquisita grazie al clima di caos instaurato in Medio Oriente da Israele e Stati Uniti ha posto il presidente Putin nelle condizioni di ventilare l’ipotesi di riattivare l’export di energia verso i Paesi dell’Unione Europea, a condizione che questi ultimi trasmettano un «chiaro segnale di interesse» e decidano «di riorientarsi, garantendoci una cooperazione stabile, sostenibile e libera da considerazioni politiche» come quella assicurata da «partner affidabili» come Ungheria e Slovacchia, che continueranno a ricevere regolarmente gli approvvigionamenti concordati. Pochi giorni prima, però, lo stesso Putin aveva ventilato la possibilità di interrompere le forniture di gas in anticipo rispetto all’entrata in vigore – prevista per il 2027 – delle misure atte a vietare l’importazione di Gnl russo. Ne parliamo assieme ad Aldo Ferrari, saggista e professore ordinario presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove insegna Lingua e Letteratura Armena, Storia dell’Eurasia, Storia del Caucaso e dell’Asia Centrale. FONTI https://www.ft.com/content/dd973148-b... https://www.ilfattoquotidiano.it/2026... https://www.aljazeera.com/economy/202... https://www.timesofisrael.com/liveblo... https://www.aa.com.tr/en/asia-pacific... SOSTEGNO 👉 https://www.giacomogabellini.com/dona... Nella pagina trovi tutte le opzioni: bonifico, PayPal, Tipeee e GoFundMe. I MIEI LIBRI 👉 https://amzn.to/3S77B0s AVVISO IMPORTANTE: Questo video presenta una analisi puramente ipotetica e speculativa di possibili scenari riguardanti la situazione mediorientale, sulla base di fonti pubblicamente disponibili. Non deve pertanto essere interpretata come previsione certa di eventi futuri. Esprime inoltre il punto di vista esclusivo del soggetto intervistato, basato sulla sua lunga esperienza professionale. Secondo le analisi disponibili e le fonti citate, gli scenari discussi rappresentano possibili sviluppi della situazione, soggetti a variazioni. Per una comprensione completa, si invita a consultare multiple fonti autorevoli. Le analisi presentate si basano su fonti pubblicamente disponibili e rappresentano interpretazioni degli eventi, non verità assolute. Il contenuto è prodotto esclusivamente a scopo informativo e accademico, nel contesto di una analisi geopolitica, e non intende assolutamente promuovere alcuna ideologia o azione. AVVERTENZA: Questa analisi si basa su fonti verificate e documenti pubblici, presentando diverse prospettive sul caso in questione. Contiene discussioni su conflitti armati ma non dati militari classificati. Può pertanto non essere adatta a tutti gli spettatori. Discrezione dello spettatore consigliata. Le analisi presentate sono basate su proiezioni e interpretazioni di tendenze attuali. È importante considerare le diverse prospettive e mantenere un approccio obiettivo. Il sostegno economico viene utilizzato esclusivamente per la produzione di contenuti indipendenti e ricerca.