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Il testo Dante con i bambini, che ho curato per le Edizioni Morcelliana, raccoglie due conferenze inedite del 1933 di Maria Montessori, riguardanti un “esperimento letterario” dal quale si sviluppa il percorso didattico per avvicinare bambini e preadolescenti alla Divina Commedia. In particolare, nelle conferenze è preso in considerazione il canto XXXIII dell’Inferno. Montessori sceglie versi dal forte contenuto emotivo, tra i più famosi dell’opera dantesca, in cui è narrata la vicenda del Conte Ugolino della Gherardesca. Nel 1933 e nel 1934 dell’“esperimento” dà notizia, con due articoli, Maria Federici Agamben, insegnante montessoriana e docente presso gli Istituti italiani di cultura all’estero, eletta all’Assemblea Costituente nel 1946. Maria Federici Agamben nei due contributi, ora riportati nell’Appendice del testo, sottolinea alcune dimensioni osservate durante l’“esperimento letterario”: il desiderio di conoscere dei ragazzi, la soddisfazione per le scoperte compiute, l’autonomia nel proporre e organizzare il percorso di studio. I due contributi sono pubblicati in appendice al testo. Suscitato l’interesse, iniziava la ricerca sul testo che culminava nel “teatro dantesco”: l’‘esperimento letterario’ evolve in un “esperimento teatrale”. Quest’ultimo è commentato nel 1933 da Mario Federici, autore di opere teatrali e poeta, in un articolo pubblicato sulle pagine del periodico «Scenario». Anche questo documento è inserito nell’Appendice al testo Dante con i bambini. Il motivo per il quale ho ritenuto fosse interessante pubblicare le conferenze riguarda il fatto che consentono, grazie a una nitida descrizione, l’emergere del modus operandi della forma mentis scientifica montessoriana in relazione a un testo letterario e il dialogare in lei della cultura scientifica e umanistica. Per i temi trattati il libro può riscuotere l’interesse di studiosi e studenti di pedagogia e storia della pedagogia e della didattica, ma anche di pedagogia del teatro. Tra i poeti e i letterati citati, Dante Alighieri risulta essere il più presente nelle opere della studiosa di Chiaravalle: sembra che il Sommo poeta sia per Montessori maestro di vita e di principi morali e la Divina Commedia, un’opera molto amata. L’“esperimento letterario” presenta anche un’altra importante novità, in quanto si colloca all’interno della nascita di un nuovo interesse: l’osservazione dei ragazzi più grandi al fine di fornire anche all’adolescente aiuti adeguati allo sviluppo. Nelle conferenze del 1933 sono descritte nuove possibilità didattiche connesse allo studio della poesia. Montessori punta in alto: guarda alla poesia sublime, attestando, ancora una volta, la fiducia nei confronti delle possibilità di comprensione dei giovani lettori rispetto a chi «tende generalmente a proporre poesie di scrittori di scarso valore, come se versi modesti fossero più facilmente spiegabili della poesia sublime». L’“esperimento letterario” prende avvio con un breve racconto del canto da parte di Montessori, per passare poi direttamente all’ascolto delle parole di Dante, senza costringere l’allievo nella rete di note di commento che diluisce il godimento del testo. Si tratta di far sentire la poesia nella sua immediatezza e nell’armonia della sua forma e di creare un legame con l’uomo-Dante. Si tratta di lasciare spazio all’attività personale di ricerca dei ragazzi che si dipana, a partire dalla narrazione e dall’ascolto, nella dettatura e nella composizione dei versi con la scansione sillabica, nella trascrizione delle terzine secondo modalità e con materiali che consentono la scoperta del verso dantesco, nella memorizzazione dei versi, attraverso l’aiuto della figura del ‘suggeritore’ sino alla rappresentazione teatrale “fare il teatro di Dante”. Nel leggere le conferenze del 1933 si rimane colpiti dal fatto che l’incontro dei bambini con Dante non si esaurisce mai nelle sue forme, l’attività non si chiude mai in sé stessa, nel ‘compito ben fatto’, ma procede sempre verso nuovi e più ricchi sviluppi sulla base della spontanea e libera attività dei ragazzi opportunamente sostenuti. Si resta, inoltre, ancora una volta ammirati dalla straordinaria capacità didattica di Montessori di proporre vie concrete di approccio a realtà di conoscenza e di cultura. E si rimane colpiti dalla sua fiducia nelle capacità della mente, che sostenuta da un’adeguata metodologia, procede verso livelli di sapere alti e di grande respiro. Il libro: https://www.morcelliana.net/orso-blu/...