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"Dico questo solo perché Decio ha chiesto che mi dilungassi sul tema. Non mi piace autocelebrarmi, preferisco che la gente indaghi, cerchi e capisca da dove arrivino i cani che poi sono venuti a nobilitare la razza per mano di infiniti allevatori nel mondo." Qualche giorno fa Carlos Hernández ha scritto queste parole nel finale di un lungo commento sotto una vecchia foto che ritraeva una famosa handler degli anni '80, gli anni d'oro del Dogo Argentino. Ho apprezzato molto la sobrietà e la modestia di queste parole pronunciate da un signore che, insieme ad altri due o tre al massimo, ha scritto la storia del Dogo Argentino moderno. Sobrietà e modestia, due qualità che oggi sembrano appartenere ad un'altra era. L'intervento di Carlos Hernández, fondatore dell'allevamento de La Vieja Diana, voleva ricordare questa famosa handler con un aneddoto di una gara in cui presentava uno dei suoi Dogo più rappresentativi, da molti considerato "Il Dogo", Don Torcuato de La Vieja Diana. Riporto in traduzione il racconto dell'aneddoto. "Il punto è che Api (è il nomignolo con cui Don Torcuato veniva chiamato in famiglia), in questa foto veniva condotto sul ring da quel fenomeno di handler che ha avuto la cinofilia argentina e che ancora oggi, grazie a Dio, è tra noi: Frances Smith. Lei possedeva non solo una tecnica squisita, ma una gestione ed un'empatia con API che nessun'altro è più riuscito a creare: il cane la adorava letteralmente e credo fosse reciproco. Il fatto è che quel giorno, in quell'esposizione (credo, senza esserne certo, che fosse a Namuncura, un luogo dove si tenevano molte expo all'epoca), tutti i cani, e anche Api, erano molto carichi, irrequieti, ed era piuttosto difficile presentarli serenamente. Inoltre i cani in pista erano tanti e Frances ebbe la sfortuna che le si ruppe il guinzaglio, lasciando Api sciolto. Lui iniziò a girare come una trottola sfidando gli altri maschi del ring, forse cercando con chi "ballare" in quel frangente. Rottosi il guinzaglio Frances cadde in terra e da lì, con una decisione che non dimenticherò mai, né credo lei, né chi era presente, gli lanciò un grido chiamandolo per nome mentre si alzava. Api corse verso di lei leccandole la faccia. Lei lo abbracciò mentre qualcuno le prestava un guinzaglio d'emergenza. Tutto finì in questo aneddoto che ho raccontato, e che mi riempie di ricordi bellissimi e un po' nostalgici." Può sembrare inverosimile che un maschio di Dogo Argentino libero in un ring con altri maschi risponda così prontamente al richiamo del suo conduttore, ma ho avuto la fortuna di usare in allevamento tanti Dogo con sangue de La Vieja Diana ed ho sempre riscontrato che più alta era la percentuale del sangue - mi riferisco alla prossimità, non alla consanguineità - più migliorava l'equilibrio caratteriale dei figli; ho visto maschi adulti figli di cani de La Vieja Diana vivere insieme nello stesso box; il nostro Rodión, un maschio di quasi 9 anni perfettamente in salute che ha superato il trauma di due adozioni e vive in una famiglia con bambini, il primo Dogo che mi ha fatto capire con la sua vita e con quella dei suoi figli e nipoti quanto sia importante far accoppiare due soggetti equilibrati, è un nipote di Trubulusi de La Vieja Diana. Questo per me significa Allevare: creare dei campioni che quando verranno usati dagli allevatori di tutto il mondo, miglioreranno la prole non soltanto morfologicamente ma soprattutto caratterialmente, e senza trasmettere malattie. Che senso ha, in primis per la qualità di vita dei cani, poi per le persone che vivranno con loro, ed infine per la razza, allevare un Campione del Mondo che trasmetterà sordità, diplasia, dermatiti, timidezza, eccessiva aggressività o instabilità caratteriale?