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Su IlSussidiario.tv il Generale Vincenzo Giallongo ha commentato gli sviluppi più recenti della crisi internazionale collegata ai conflitti in Medio Oriente e in Ucraina, soffermandosi in particolare sulle conseguenze strategiche per l'Europa e sugli equilibri militari globali. Nel corso dell'intervista, l'ex alto ufficiale ha spiegato che la disponibilità limitata di sistemi di difesa come i missili Patriot, richiesti sia dal teatro mediorientale sia da quello ucraino, potrebbe influenzare le scelte degli Stati Uniti e ridurre il sostegno militare a Kiev. Secondo Giallongo, l'atteggiamento dell'amministrazione americana appare orientato a spingere l'Ucraina verso una soluzione negoziale con la Russia. Il generale ha osservato che Washington non sembra intenzionata a sostenere il conflitto a tempo indefinito e che l'eventuale riduzione degli aiuti militari potrebbe indurre il presidente ucraino a valutare un accordo di pace, anche se questo comporterebbe concessioni territoriali, come il riconoscimento del controllo russo sul Donbass. Nel suo intervento, Giallongo ha inoltre sottolineato che l'Europa si trova in una posizione di debolezza strategica e militare. A suo avviso, il continente non possiede ancora una capacità di difesa autonoma sufficiente e continua a dipendere in larga misura dall'alleanza con gli Stati Uniti e dalla NATO. Un eventuale disimpegno americano dall'alleanza atlantica, ipotesi evocata nel dibattito politico, rappresenterebbe quindi uno scenario estremamente rischioso per la sicurezza europea. Il generale ha concluso affermando che l'Europa dovrebbe rafforzare la propria cooperazione militare e la capacità industriale nel settore della difesa, così da poter affrontare le crisi internazionali con maggiore autonomia e credibilità strategica. #Ucraina #Russia #NATO #Geopolitica #DifesaEuropea #StrategiaMilitare