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Autori: Zennaro Roiter Rigoni Gusson "Un continuo susseguirsi di colori, di bagliori, di forme sfuggenti su una tela d'acqua. Un istante, fermato per sempre, all'interno del quale cercare le risposte poste dalla propria anima. Una musica intensa e profonda che raggiunge gli stati d’animo più profondi e sfiora quei pensieri, sogni, desideri e ricordi talmente intimi che, quasi sempre, non osiamo smuovere. Perdersi in un momento eterno, immobile ma allo stesso dinamico, pronto a cambiare un secondo dopo, in qualcosa d’inaspettato. È un’autentica immersione visiva e sonora, l’esperienza multisensoriale realizzata da Massimo Zennaro e Riccardo Roiter Rigoni nel video: “Risonanze Riflesse – Sinestesie fluttuanti nella luce di Venezia”. Un viaggio che chiama in causa lo spettatore facendolo diventare protagonista di un’esperienza che sarà per tutti diversa ma, comunque, destinata a lasciare in ciascuno la sensazione che, nel proprio inconscio, qualcosa è stato toccato. Un lavoro da ascoltare in cuffia, dedicandogli particolare attenzione, vivendolo come un’esperienza sensoriale, magari al buio, per godere a pieno dei colori che scorreranno davanti allo sguardo e della musica che toccherà le corde dello spirito. Massimo Zennaro, compositore, musicista, ingegnere del suono, nonché regista del video, ha realizzato la sua partitura partendo dalle percezioni scaturite in lui dalla visione di una serie di fotografie “astratte” scattate da Riccardo Roiter Rigoni, fotografo e scrittore, che da anni indaga nei riflessi veneziani, diurni e notturni, statici e dinamici, realizzando dei fotogrammi che danno vita a quelli che lui stesso ama definire “dipinti d’acqua e di luce”. Un lavoro unico nel suo genere, un estro che sembra dar forma ad un “domani” risvegliato dall’Arte. Un’opera visiva, uditiva, emozionale e vibrazionale che, quasi terapeuticamente, risveglia i sensi assopiti. Tensioni e distensioni scuotono l’inconscio mettendolo in risonanza con il corpo fisico: sarà una varietà di stati d’animo diversi a condurre lo spettatore nel corso di questa esperienza. Guardando il video, nascono spontaneamente alcune domande: cos'è un riflesso se non qualcosa di statico che rispecchia la realtà che vediamo? Cos'è un sentimento, per sua definizione intangibile, ma partecipe nel nostro Io? Si continua a osservare e a riflettere: un guizzo, un singolo istante, una forma catturata dall'artificiosità di uno strumento umano, che ferma in modo innaturale il tempo cercando il movimento, per regalare sensazioni e percezioni che l'occhio non riuscirebbe a captare. Creazioni di un frammento di secondo, altrimenti invisibile ma reale, la profondità dell'“inesistente” che grazie all'obbiettivo fotografico viene colto e indagato. E la musica continua, a volte ti disorienta, altre ti prende per mano, a tratti di spinge per poi avvolgerti in un abbraccio. “Risonanze Riflesse” è un percorso attraverso l'impossibile: catturare e rivelare il non visibile, le forme bloccate nell'acqua che crea, muta e trasforma immagini fluide, che galleggiano nell'inconscio. Gli scatti di Riccardo Roiter Rigoni sembrano voler mostrare l’eterna fonte d’arte e di creatività che costituisce da sempre l’essenza di Venezia: città in bilico tra la terra e il mare ma, soprattutto, tra il reale e l’onirico. L'occhio, come la macchina fotografica, diventa strumento per percepire e rielaborare emozioni che si devono ascoltare lasciando i sentimenti liberi di correre ovunque; così è anche per la musica di Massimo Zennaro che, attraverso vari strumenti, va in cerca del senso più profondo, buca la superficie dell’apparenza, toglie il velo della realtà per rivelarci i desideri, le paure, le aspirazioni e i contrasti che, come un magma in lenta ebollizione, lavorano instancabilmente dentro di noi. Tutto ciò sembra improvvisamente dirci che il futuro di Venezia è in mano a chi sa coglierne la sua anima; non solo a chi cercherà di preservarla ma soprattutto a coloro che daranno spazio a chi vorrà arricchirla di ulteriore bellezza. Non ci sarà futuro se non ci sarà spazio all’Arte: come gli artisti del passato si lasciavano ispirare da Venezia, ancora oggi la città, nella sua modernità diventa Musa per chi desidera trovare una fonte ispiratrice. Il video continua e, d’un tratto ci si chiede se sia la musica a creare le immagini, o le immagini a dar vita alla musica. Il visibile tradotto in suono, la magia di un Arte, capace di creare a sua volta ancora Arte, ispirando all'infinito chiunque incontri sulla sua strada. Musica e fotografie, intercambiabili tra loro, che si generano e si mutano vicendevolmente dando vita ad un dinamismo che si pone a base di un'esperienza unica. Inevitabilmente, ci si ritrova così, immersi con i sensi in un’estasi nella quale viviamo a pieno sia il suono che l'immagine, elementi capaci di stimolare i nostri sensi, evocando il ricordo di vari profumi, riempiendoci gli occhi di luci ed il cuore di nostalgia". Debora Gusson