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In questa intervista il prof. Gianmarco de Felice sulle Prove SISMICHE effettuate su TAVOLA VIBRANTE presso il laboratorio ENEA ----------------- Lunedì 18 e martedì 19 dicembre scorsi è stata realizzata una significativa giornata di sperimentazione su tavola vibrante dell’ENEA attraverso la simulazione degli eventi sismici che negli ultimi decenni hanno colpito il nostro Paese su un edificio rappresentativo dei borghi appenninici, in muratura e malta comune, tetto in legno ed aperture non simmetriche. L’edificio era stato già gravemente lesionato nella prima sequenza di prove su tavola vibrante nello scorso novembre e successivamente riparato e rinforzato con un intonaco armato di nuova generazione, frutto dell’innovazione made in Italy, prodotto dalla società FIBRE NET di Udine. Il progetto di ricerca, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, è volto infatti allo sviluppo di tecnologie sostenibili del tipo “Composite Reinforced Mortar” per il miglioramento sismico delle strutture esistenti, da integrare nei lavori di manutenzione delle facciate, senza la necessità di evacuare le abitazioni. I test sismici di ENEA Durante questa sessione di test sulle tavole vibranti l’edificio è stato sottoposto alla stessa sequenza sismica, con intensità via via crescente, con l’obiettivo di verificare in che misura le tecnologie proposte sono in grado di migliorare la capacità di resistere ai terremoti delle costruzioni esistenti. Le simulazioni sismiche sono state registrate attraverso un sistema di motion capture 3D e condivise in remoto con gli altri partner del progetto tramite la piattaforma virtuale DySCo. I risultati sono stati di grande interesse, in quanto hanno dimostrato come la tecnologia proposta è in grado di sopportare terremoti di elevata entità, con intensità crescente fino a 220% e oltre il terremoto di Nocera Umbra del 1997, uno dei più significativi e dannosi che hanno colpito il nostro territorio negli ultimi 30 anni. Il progetto è coordinato dal Prof. Gianmarco de Felice dell’Università degli Studi Roma Tre ed è stato possibile grazie alla partecipazione del Centro Ricerche ENEA Casaccia, dove si sono svolte le prove, con il sostegno finanziario della Regione Lazio, del Consorzio Reluis e il contributo della Fibrenet s.r.l., partner industriale per lo sviluppo dei sistemi di rinforzo. VISITA il SITO di INGENIO