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La retrospettiva Felice Casorati. Pittura che nasce dall'interno si propone di rievocare il percorso creativo di uno dei più significativi artefici del Novecento italiano attraverso oltre cento opere - dipinti, sculture, disegni e bozzetti teatrali dal 1904 al 1960 - selezionati prendendo in considerazione anche gli ambiti meno indagati della produzione casoratiana. Nella mostra al Museo Archeologico regionale di Aosta, curata da Alberto Fiz, sono presenti non solo capolavori pittorici quali Le vecchie comari (1908), Persone e Le ereditiere, entrambi datati 1910, o l’intenso ritratto di Maria Anna De Lisi (1918) e il grande dipinto Donne in barca del 1933, ma anche undici sculture, tra cui il bassorilievo in gesso La dormiente (1924) proveniente dal Mart di Rovereto e Maschera rossa (1924) in terracotta verniciata, oltre ad alcuni importanti bozzetti per il teatro concessi in prestito dall’Archivio Teatro alla Scala. Maestro amato e riconosciuto, definito sin dal 1924 dal critico d’arte Lionello Venturi nella presentazione alla quattordicesima Biennale di Venezia “fra i più degni di sintetizzare l’attuale momento della nostra pittura”, Felice Casorati conserva ai nostri occhi un’aura elegantemente misteriosa che non può lasciare indifferenti. “Il realismo magico venato da echi classici, silenziosamente scandito da figure stanti di enigmatico fascino, le ricercate composizioni, esito di regole severe, l’aspirazione al recupero di un ordine che guarda all’antico, lo studio intenso e analitico di modelli sceltissimi lo rendono un maestro ineludibile e una personalità di spicco nel panorama culturale del Novecento italiano” (D. Jorioz)