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Campane della Chiesa di San Carlo Borromeo (Diocesi di Iglesias-Forania di Sant'Antioco), Corso Agostino Tagliafico, Carloforte (SU) (U Pàiže in tabarchino). [1:55] Suonata Festiva delle 19:00. Dati: Concerto di 4 campane in La3 fisse. I-La3, fusa da ? nel ?. II-Do#4, fusa da ? nel ?. III-Mi4, fusa da ? nel ?. IV-La4, fusa da ? nel ?. Carloforte è un comune di 5.926 abitanti della Provincia del Sud Sardegna, a 27 km a ovest di Carbonia. Il territorio comunale comprende l'Isola di San Pietro nella sua interezza e alcune isole minori che la circondano, l'isola è situata a circa 10 km dalla costa sudoccidentale sarda e costituisce, insieme alla vicina isola di Sant'Antioco e ad altri isolotti l'Arcipelago del Sulcis. Carloforte è anche un comune onorario della Provincia di Genova e fa parte del circuito dei "I borghi più belli d'Italia". L'Isola di San Pietro fu frequentata sin dal periodo prenuragico e nuragico come testimoniato dalla presenza di domus de janas e nuraghi. Intorno all'VIII secolo a.C. i Fenici edificarono un insediamento stabile, Inosim (isola degli sparvieri), dotato di un porto, nei pressi dell'odierna Torre di San Vittorio. L'isola fu successivamente occupata dai Punici e il loro insediamento con resti di fortificazioni, un tempio e una necropoli, è stato individuato nella parte nord dell'odierno abitato di Carloforte. Carloforte è un'isola linguistica ligure in quanto l'Isola di San Pietro fu colonizzata, dopo secoli di abbandono, nel 1738 da pegliesi provenienti da Tabarka, isola tunisina. Carloforte, unico centro abitato dell'isola, fu realizzata su progetto dell'architetto e ingegnere piemontese Augusto de la Vallée. Per la loro sussistenza, costruzione della chiesa e delle prime case il Duca pagò tutto quanto era loro necessario. Gli abitanti di Carloforte conservano ancora intatto il dialetto dei loro avi liguri che per il comune passaggio nell'isola tunisina di Tabarka è detto tabarchino. Gli abitanti di Carloforte sono detti carlofortini o carolini. Parlando di sé stessi, in termini di etnia, si definiscono tabarchini. I suoi abitanti partirono nel 1542 da Pegli, oggi quartiere di Genova, giungendo da Pegli stesso e dai vicini paesi della riviera ligure, e al seguito dei Lomellini, cospicuo casato genovese dedito ai traffici che aveva avuto concessioni territoriali in quei luoghi, si insediarono sulla costa tunisina nell'isolotto di Tabarka presso il confine con l'Algeria, dove pescarono corallo e si dedicarono a traffici e commercio fino al 1738, vennero per questo definiti "tabarchini". Negli ultimi anni a Tabarka era diminuito il corallo ed erano continue le loro disavventure politico-commerciali con i diversi rais governanti i territori del Nord Africa. Per questo motivo, stanchi di queste vessazioni, nel 1738 alcuni tabarchini, con a capo Agostino Tagliafico, chiesero al Re Carlo Emanuele III di Savoia, un luogo per continuare in tranquillità i loro commerci con il resto del Mediterraneo. Il re acconsentì alla loro richiesta e concesse loro, mediante una regolare infeudazione, l'isola degli Sparvieri (Accipitrum Insula), allora deserta, oggi chiamata isola di San Pietro. In onore del re, a cui i nuovi abitanti eressero una statua nella piazza principale del paese e come segno di riconoscimento e fedeltà, il paese si chiamò Carloforte (Forte di Carlo) e a San Carlo Borromeo fu dedicata la chiesa parrocchiale, il re donò per l'occasione un pregiato quadro raffigurante il santo patrono, ancora oggi nell'abside della parrocchiale. Il 10 Novembre 2004 Carloforte è stato riconosciuto come comune onorario dalla Provincia di Genova in virtù dei legami storici, economici e culturali con il capoluogo ligure e, in particolare, col suo quartiere Pegli, luogo di partenza dell'emigrazione. Nel 2006 questo riconoscimento fu dato anche alla vicina città di Calasetta. Carloforte vive tutti gli anni celebrazioni di gemellaggio con Pegli. Anche l'architettura, la cultura, i costumi, gli usi di Carloforte sono di tipo strettamente ligure. Da vedere nel centro storico la Chiesa di San Carlo Borromeo, del 1738, la Chiesa della Madonna dello Schiavo, la Torre di San Vittorio, del 1768, le mura di cinta, il monumento a Carlo Emanuele III di Savoia, del 1786 e le numerosissime spiagge presenti nell'isola.