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Le vere origini del blues sono per certi versi ancora oscure e poco documentate, quello che è certo è che i primi bagliori di Blues si avvertirono intorno agli ultimi quindici, vent’anni del 1800 anche se, per molti esperti di musica, la data ufficiale della nascita di questo genere risale al 1865, anno dell’abolizione della schiavitù dei neri negli Stati Uniti. Proprio in quegli anni, molti ex schiavi, resero nota al mondo la musica che si diffuse nelle coltivazioni e la trasformarono aggiungendole dei caratteri e delle sonorità derivanti dal country e dal folk popolare americano. Il termine blues, che assunse il significato di “malinconico – triste”, venne associato a questa musica proprio a causa del sentimento prevalente che accompagnava, durante tutta la giornata, il lavoro degli schiavi neri. Il primo bluesman di cui si ricorda il nome fu Daddy Stovepipe un “one man band “ in grado di suonare più strumenti costruiti da lui stesso. Per ascoltare la prima canzone blues, intesa come tale, si dovette aspettare fino al 1912 e l’affermazione del genere avvenne soltanto dopo l’incisione del disco “Crazy Blues” di Maime Smith nel 1920, data in cui il blues si trasformò da semplice esibizione da bar, in un genere musicale e in uno stile di vita da seguire nei teatri e nei nightclub. La storia del Blues contemporaneo iniziò grazie alle leggendarie figure di personaggi come Skip James e Robert Johnson che, grazie allo sviluppo della loro musica, contribuirono successivamente a far conoscere ed amare questo genere, che ebbe anche il pregio di incontrare i gusti del popolo bianco, soprattutto quello più giovane che veniva sedotto dai vocalizzi e dai ritmi della musica nera. Sul finire degli anni ’20 il blues iniziò a diventare una musica popolare grazie all’apporto delle numerose case discografiche nate a Chicago e New York. I primi stili di musica blues furono il “Menphis Blues”, un genere nato nel 1920 e che emerse nell’area di Menphis, il “Delta Blues”, nato nel 1929 e che si affermò per tutti gli anni ’30 e il “Detroit Blues” nato quando i musicisti del Delta blues hanno lasciato il Delta del Mississippi e Memphis, nel Tennessee, per lavorare a nord nelle piantagioni industriali di Detroit ed il Chicago Blues che si sviluppò nell’area e nei dintorni di Chicago dalla fine degli anni ‘40 Negli anni ‘50 il nuovo contesto sociale contribuì fortemente alla trasformazione del blues che da espressione musicale e culturale prettamente contadina, come fu la corrente del “Mississippi”, divenne una musica dalle sfumature molto più cittadine, sia per il sound sia per i testi e i temi affrontati. Gli stili del blues furono figli di una contaminazione basata esclusivamente sul lato puramente estetico del suono, tipo di strumentazione usata, suoni e timbri di riferimento per i vari strumentisti, temi e stili di scrittura dei testi (qualora fosse presente la parte cantata). Ovviamente questi stili non persero valenza culturale in senso assoluto ma fecero perdere al blues un po’ della sua componente culturale identificativa. Il suono divenne più incisivo, più elettrico e più raffinato, diventando una fonte d’ispirazione per tanti altri generi come il rythmn and blues, il rock and roll e il soul. Oltre che dal singolo musicista, il blues degli anni ’50 veniva interpretato da band che si esibivano con strumenti amplificati (chitarre e bassi elettrici), con la batteria, che assumeva un ruolo fondamentale nella ritmica, e con l’armonica che veniva intesa anche come strumento solista. Le tematiche delle canzoni non affrontavano più soltanto i temi dell’emarginazione, della frustrazione e della malinconia della vita rurale ma anche quelli legati alla felicità, all’amore e alla gioia di vivere, tutti argomenti che permisero a questo genere di allargare le vendite anche al pubblico bianco. Queste nuove forme di blues, conobbero particolare splendore nelle città di Chicago, fortemente influenzata dal vecchio sound del Mississippi, di Menphis e di Detroit, e permisero di spalancare le porte del successo ai precursori di questo genere come Muddy Waters, Willie Dixon, Howlin Wolf e John Lee Hooker.