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COLOMBO (baritono) Dunque ho sognato? E voi foste bugiardi o miei pensier?... L'Idea è una follia?... E ciò che un fatto parvemi o d'un fatto necessità non è più che un miraggio?... [p. 37] 5 E tu, Scienza, non sei che un'illusione?... E i biancospin per l'onde e i dolci cantici de' novi augelli, l'aure profumate altro non fur che un sogno... una menzogna?... Qui la possanza della mente mia 10 ha fin!... Non oltre può l'uman pensiero! (nasconde il volto fra le mani. — La luna intanto splende altissima e nel cielo il vento ha spazzate le nubi, tutto è luce; fremiti hanno le onde e vibrano di arcana fosforescenza. Colombo suo malgrado si scuote e i suoi occhi si fissano stupiti in quel magico trionfo di splendore che ha la notte serena dei tropici. Leggera e carezzevole è la notturna brezza, soave è il mormorio delle onde, e in quello sfolgorio trionfale Colombo leva gli occhi scintillanti pieni di immensa speranza) No! ti presento nell'aura che il crine m'accarezza, terra de' miei pensier... 15 Già il firmamento palpita; già i tuoi profumi olezza il vento intorno a me! Il Genio mio 20 d'uomini il ghigno e d'elementi non teme più il furor... Ho con me Dio! Profetico 25 delle stelle lucenti è codesto splendor! È profezia il pallido tuo raggio che m'inonda, 30 o luna, astro divin!... È profezia l'aureola di luce che circonda il mio canuto crin. (Colombo rimane assorto, col guardo fisso all'orizzonte lontano. — La luce brilla ancora fulgidissima, poi ad un tratto il cielo si annuvola; la luna scompare; un'oscurità profonda inombra mare e cielo. Le onde cupe e tetre rumoreggiano e grossi cavalloni urtano impetuosi contro la prua. — Lontanissimo, quasi soffocato, ne viene in quella oscurità un suono acuto di campanella).