У нас вы можете посмотреть бесплатно MORTI BIANCHE или скачать в максимальном доступном качестве, видео которое было загружено на ютуб. Для загрузки выберите вариант из формы ниже:
Если кнопки скачивания не
загрузились
НАЖМИТЕ ЗДЕСЬ или обновите страницу
Если возникают проблемы со скачиванием видео, пожалуйста напишите в поддержку по адресу внизу
страницы.
Спасибо за использование сервиса ClipSaver.ru
Una poesia di Carlo Soricelli, metalmeccanico toscano in pensione, fondatore dell'Osservatorio Indipendente Morti sul lavoro di Bologna recitata da Flavio Insinna. Fondato dal metalmeccanico in pensione e pittore Carlo Soricelli, l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro è attivo dal 1° gennaio 2008 in ricordo di Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò, Giuseppe Demani, i sette giovani operai della ThyssenKrupp di Torino, morti nella notte del 5/6 dicembre 2007. Nell'Osservatorio sono registrati e archiviati in appositi file i morti sui luoghi di lavoro dal 2008 ad oggi. I dati raccolti dall’inizio di quest’anno sono allarmanti se si pensa che la crisi economica ha ridotto drasticamente il numero degli occupati e quindi statisticamente si sarebbe dovuto ridurre anche quello di morti ed infortunati. La crisi ha invece ridotto le tutele per la sicurezza nei luoghi di lavoro nonché quelle sociali a vantaggio di una maggiore competitività e produttività in un momento di grande difficoltà economica. A questa tendenza va aggiunta anche quella avvallante della politica, la quale per esempio, attraverso il recente Decreto “Salva Ilva” ha varato un provvedimento per scongiurare il sequestro dell’Altoforno 2, l’impianto nel quale ha perso la vita l’operaio Alessandro Morricella, e il conseguente fermo dell’intera fabbrica. Così facendo si è garantita la continuazione d’esercizio di attività d’impresa a scapito dei diritti inviolabili dell’uomo (Art. 2 della Costituzione), non pretendendo di fatto dall’azienda, pur in presenza di impianti pericolosi per la vita o l’incolumità umana, l’adeguamento degli stessi alle più avanzate tecnologie di sicurezza. In nome del Diritto al lavoro, si comprime quello alla vita dimenticando che l’articolo 4 della Costituzione “riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto” che per questo, impone in primo luogo e quale presupposto essenziale e inderogabile, che il lavoratore operi in condizioni di massima sicurezza. Dal 1° gennaio ad oggi sono morti sui luoghi di lavoro 329 lavoratori, con le morti sulle strade e in itinere si superano i 650 morti complessivi (stima minima). L’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro ha registrato nel 2014 ben 661 morti sui luoghi di lavoro (tutti documentati) se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere si superano i 1300 decessi. I morti per infortuni sui luoghi di lavoro non sono mai stati così tanti da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio. In tutti questi anni di monitoraggio delle vittime sono aumentati i morti in nero, in grigio, ma soprattutto nelle Partite Iva individuali. Ogni lavoratore dovrebbe aver garantito il diritto imprescindibile di tornare a casa ogni sera dalla sua famiglia ma questi numeri purtroppo continuano a dirci che non è così.