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Tra gli obiettivi della prima missione con equipaggio del programma lunare Artemis, c’è il test della capsula Orion. Con un lancio previsto ad aprile, la missione Artemis 2 durerà circa 10 giorni e porterà quattro astronauti a compiere un flyby della Luna, spingendosi oltre il campo magnetico protettivo della Terra. Per questo, la Nasa monitorerà in tempo reale l’attività del Sole durante tutta la missione. I dati provenienti dalle sonde spaziali dedicate all’osservazione della nostra stella saranno utilizzati per tracciare tutte le eruzioni solari. Un team specializzato nella previsione e analisi degli eventi meteorologici spaziali ne misurerà le dimensioni, la velocità e la probabilità che queste emissioni generino particelle energetiche che attraversino la traiettoria di Orion. Per un monitoraggio solare a 360°, scenderà in campo anche un inviato speciale: Perseverance. L’attuale posizione di Marte, infatti, permetterà al rover della Nasa di osservare il lato del Sole non visibile dalla Terra, inviando dati sulle macchie solari più grandi per prepararsi così a possibili brillamenti. Oltre allo scudo termico progettato per superare sia l’atmosfera terrestre che le particelle ad alta energia delle Fasce di Van Allen che circondano la Terra, Orion è dotata di sei sensori che misurano il livello di radiazioni all’interno della capsula. Gli astronauti indosseranno inoltre i cosiddetti ‘dosimetri attivi’ per il monitoraggio delle radiazioni personali; se i livelli si alzano, diversi allarmi acustici segnaleranno all’equipaggio come riconfigurare le apparecchiature interne per una maggiore schermatura della navicella. Crediti video: Nasa