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Secca dei francesi, il giardino delle gorgonie. Nelle acque prospicienti Favazzina a nord del promontorio di Scilla, al confine settentrionale del magico Stretto di Messina. Tra i fondali rocciosi che degradano verso gli abissi, si estende questa area di eccezionale interesse e biodiversità dove tra i pinnacoli e le formazioni rocciose, ed alle quote più superficiali, tra i 50 ed i 55 metri, si trovano vasti giardini di gorgonie concentrate e distribuite in modo molto fitto per metro quadro di substrato, assumendo colorazioni davvero particolari che le distinguono in tutto il Mediterraneo. La presenza diffusa delle alghe brune laminaria, rappresenta inoltre, una ulteriore sorta di preziosa decorazione che circonda i folti gruppi di gorgonie di questa area. Non solo corallo nero. Un patrimonio naturale da coltivare e difendere. Nel Blu … Questo video racconta della prima immersione effettuata durante la permanenza estiva nello Stretto dello scorso agosto. Un tuffo programmato in concomitanza del quarto di luna per minimizzare le difficoltà legate alle forti correnti, sempre presenti, ed alla discesa nel Blu con un profilo quadro su pedagno mobile. Le aspettative per questa immersione erano altissime, a causa del fatto che erano trascorsi ormai tre anni dall’ultima visita alla secca e dalle immagini sulla foresta del corallo nero che ho postato nelle scorse settimane … ci diamo appuntamento per il tuffo con Corrado Sasso divenuto abituale e prezioso buddy dei tuffi estivi nello Stretto, programmando con cura l’immersione, il percorso e gli obiettivi della discesa: puntare ad un giro tra le ramificazioni più folte del corallo nero dai 60 ai 70 metri. Purtroppo per una serie di problemi alla partenza da Napoli, arrivo a Messina la tarda sera prima del tuffo e senza il pieno dei gas necessari : non c’è il tempo per le ricariche trimix adeguate alla discesa immaginata: ci dobbiamo accontentare, la mattina stessa dell’immersione, di effettuare un rabbocco ad aria dei nostri D12 con fondi ipossici che ci consegnerà solo un 21/20, costringendoci a modificare la programmazione: niente corallo nero, ci fermeremo intorno alla sommità dei pinnacoli della secca fissando ai 52 la media con massima di 55 metri … sarà per la prossima volta … La giornata è caldissima, il mare uno specchio, le condizioni ideali per puntare verso nord est da Capo Peloro … giù il pedagno ! corrente assente oggi a quest’ora … dopo una decina di minuti siamo nel Blu dove troviamo refrigerio per usare le stagne … intorno ai 30 metri cominciamo a scorgere le masse scure delle rocce che si alzano dal fondale fino ai 45-50 metri … raggiungiamo il primo altopiano … la visibilità è discreta, ci allontaniamo dal pedagno e dirigiamo verso le cigliate … una sensazione di delusione comincia a farsi strada : la roccia è ben concrezionata, popolata dalle laminarie e dai sargassi ma dei giardini di gorgonie nessuna traccia ! avremo sbagliato il punto ? Cominciavo a rammaricarmi di aver mancato dopo tre anni questo importante appuntamento … No, il ricordo sbiadito che avevo del sito mi stava facendo dirigere troppo verso est … segnalo a Corrado il cambio di direzione e mi allontano rapidamente grazie allo scooter fino a raggiungere l’estremità opposta del promontorio di roccia ad una cinquantina di metri dalla nostra posizione : uno sguardo verso il Blu e finalmente la gioia ! attiro con le luci dei fari Corrado che mi raggiunge, e che imbocca subito dietro di me il canalone delle meraviglie : le stupende gorgonie di Favazzina ci danno il benvenuto e tra un alternarsi di canaloni tra i panettoni di roccia ci troviamo circondati da grandi e fitti ventagli di gorgonie con i polipi ben espansi che danno sfoggio di tutta la loro bellezza … Domenico e Vanio seguono le nostre evoluzioni qualche metro più su e nel frattempo ci raggiunge in questa valle dell’eden, anche Giovanni Ragonese con il quale, come gli piace ricordare, incendiamo di luce le gorgonie … siamo rapiti ed estasiati, saltiamo da un ventaglio all’altro, con lo scooter sorvolo velocemente le grandi gorgonie, e solo grazie a numerose contorsioni tra la camera e lo scooter , riesco , per brevi momenti, a cogliere qualche scena che qui vi propongo … il tempo scorre tiranno anche a causa del giro di ricerca iniziale, riusciamo comunque a toccare la massima ai 55 ed a guadagnare la strada verso il pedagno che comincia a prendere un’angolazione che ricorda l’avvicinarsi della corrente … Con Corrado siamo gli ultimi ad iniziare la risalita : effettuiamo un ultimo check, ci scambiamo un grande sorriso di soddisfazione e cominciamo a dirigere verso la superficie … guardo in su e immaginando già le note di una musica di scoperta e di gioia firmo con un vortice argentato di bolle la mia presenza nel Blu … Ogni discesa nel Blu non è mai fine a se stessa, ma è sempre un continuo sommesso parlare con il Mare… 💙