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Domenica 21 agosto 2022 Torniamo nel cuneese per incontrare l'amico "Fede AbbiFede Macchia" con cui condividiamo la salita alla Rocca la Paur (2972m) rocciosa montagna posta sullo spartiacque tra Valle Stura e Valle Gesso. Al solito la bellezza delle montagne cuneesi ci rapisce dal primo istante. Si parte dal parcheggio (a pagamento) presso le Terme di Valdieri (1390m) e si procede in direzione del Pian del Valasco. Si alternano sentieri e poderali e giunti quasi in vista del rifugio omonimo si incontra una palina con cartelli indicatori. La direzione da seguire è per il Colle Valmiana e da qui la pacchia e' finita, la salita si impenna di brutto! Si sale tra molti tornanti su un sentiero che si allarga strada facendo. Saliamo ancora fino ad un nuovo cartello. Lasciamo la direzione per il Colle di Valmiana a destra per seguire quella per Valrossa a sinistra. Sempre bellissimo ambiente, molta pietra e un sole caldo a indorare tutto. Arriviamo ad un balcone naturale ovvero al Passo di Costa Miana (2600 m). Pausa per riempire gli occhi di bellezza e la pancia di carboidrati. Ora scendiamo fino ad un ponticello presso cui una palina ci pone l'ennesima scelta. Difronte appare la Rocca La Paur (lontanissima!) e non abbiamo dubbi sul dove andare. Entriamo in Valrossa ed è come entrare nella Contea di Bilbo Baggins. Pochi minuti e si raggiungono i laghi Inferiori di Valrossa, un po' di più per i Superiori. Il WOW ci sta tutto e ancora siamo lontani "da er mejo" come direbbe Fede. All'ultimo lago ci riforniamo di acqua presso un rigagnolo, poco dopo inizia la pietraia che conduce alle pendici della Paur. E' un tratto faticoso questo, si sale e si salta da una roccia all'altra. Finiti i roccioni inizia lo sfasciume. Difficile dire cosa sia peggio. Ci siamo convinti salendo che se vogliamo attraversare la montagna dobbiamo salire dal colle Est e scendere da quello Sud e quasi naturalmente il camminare ci conduce al primo colle (2880m). Son circa 1500m di ascesa fino qui, ci vuole una pausa per riordinare le idee e per indossare le protezioni. Siamo alla parte alpinistica classificata PD-. Ci sono ottimi bolli blu, almeno il percorso è chiaro. Ciò nonostante la montagna vista da qui incute ancora un certo timore. Appena pronti partiamo con Zerbion, al solito, in testa. Tutto bene ma siamo consapevoli che non siamo più su un sentiero. Salendo aumentano le difficoltà e l'esposizione, sempre marcata da un certo punto in poi. Un bel traverso ci porta su una cengia, ideale per ammirare il vallone sottostante e il vicino Monte Matto. Siamo concentrati e ci aiutiamo dettandoci i passaggi più delicati. Ci alterniamo in testa affrontando tratti ripidi e rocciosi sempre ben marcati e con ottimi appigli per le mani. Guadagniamo quota rapidamente ma non vediamo ancora la fine per via della verticalità della parete. Siamo entusiasti di questo tratto, è veramente esaltante salirlo. Quasi improvvisamente sbuchiamo sul cucuzzolo e intercettiamo la cresta Nord che sale alla nostra destra. Questa ci conduce alla vetta, ormai vicina, e caratterizzata da una croce metallica, una croce lignea e da un contenitore di metallo con l'incisione "Rocca la Paur 2972m". E' fatta. Siamo visibilmente contenti, non è proprio una scampagnata arrivare qui! Panorama da cartolina a 360 gradi, roccia ovunque e mille montagne a cui nemmeno riusciamo a dare un nome. Dopo il tempo del pranzo iniziamo a scendere. Non abbiamo mollato l'attenzione, sappiamo tutti e tre che la parte difficile deve ancora arrivare. La discesa per il Canalino Sud è completamente diversa da quella fatta per salire. Mentre prima era tutto ben fermo e il percorso programmato dai bolli blu, qui ora si va a vista (qualche ometto sparuto) e il terreno e' infido. Placche di pietra, rocce malferme, sfasciume sono una costante. Arrivare al colle Sud è metà dell'opera, la placca che lo precede ha un'esposizione paurosa nel vuoto. C'e' da cag**** in mano. Attenzione davvero a chi volesse scendere da qui, raramente abbiamo affrontato un terreno più inquidtante di questo. Si rischia veramente la pelle se si cade. Dal colle in giù l'esposizione viene meno ma lo sfasciume aumenta e ci mettiamo un sacco di tempo ad arrivare ai laghi di Valrossa. Da questo punto riprendiamo la marcia più sereni, le difficoltà sono finite. Un temporale ci sorprende in discesa, tutto sommato ce la caviamo senza inzupparci. Completiamo un giro con numeri importanti: 24Km di cammino su poco meno di 1800m di dislivello in 11 ore.. Tosta da ogni punto di vista. Una gita pazzesca, interessante anche la leggenda che giustifica il nome della montagna "Rocca la Paur"...andate a cercarla! Un saluto speciale a Federico, una garanzia la sua presenza per la riuscita di una bella escursione. Lascia un commento ed iscriviti al nostro canale per non perderti i prossimi video! GPX: shorturl.at/fMO35 MAP: shorturl.at/CPTX3 #roccalapaur #nanga #valdieri