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Su IlSussidiario.tv è intervenuto il generale Marco Bertolini, già comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze, per analizzare le tensioni tra Stati Uniti e Ucraina a seguito di alcuni attacchi che hanno coinvolto interessi americani in territorio russo. Bertolini ha richiamato l’attenzione sull’attacco del novembre scorso contro il Consorzio dell'oleodotto del Caspio, di cui fa parte anche Chevron, sottolineando come la reazione ufficiale statunitense sia arrivata solo ora, a distanza di tempo. Secondo l’ex comandante, la tempistica della protesta americana non sarebbe casuale, ma si inserirebbe in un momento politico delicato in cui Washington starebbe cercando di far pesare a Kiev la necessità di accettare compromessi per arrivare a una soluzione negoziale del conflitto. Bertolini ha ricordato come l’amministrazione Trump abbia più volte invitato l’Ucraina a cedere su alcuni punti, lasciando intendere che la pazienza statunitense non sia infinita. A suo avviso, l’attacco non sarebbe stato un errore casuale, poiché chi ha colpito l’infrastruttura era consapevole degli interessi coinvolti. Tuttavia, ciò che cambia oggi è l’utilizzo politico dell’episodio, che potrebbe servire a esercitare pressione su Kiev in una fase in cui gli equilibri diplomatici appaiono in profonda evoluzione. Bertolini ha quindi evidenziato come il conflitto non si giochi soltanto sul piano militare, ma anche su quello strategico e negoziale, con segnali e messaggi indiretti che incidono sui rapporti tra alleati. #Ucraina #Russia #GuerraUcraina #USA #Geopolitica #Diplomazia