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GARLASCO Un martello Questo è il risultato delle ricerche effettuate per tutta la giornata di mercoledì a Tromello nella roggia Bozzani. Potrebbe trattarsi dell'arma con il quale è stata uccisa Chiara Poggi, il 13 agosto di 18 anni fa. Il ritrovamento potrebbe rappresentare una svolta nelle indagini, per risolvere l'enigma del giallo di Garlasco, sul quale stanno indagando i carabinieri di Milano con la procura di Pavia. La roggia, nella quale è stato trovato anche un braciolo di ferro di una sedia, passa proprio dietro casa dei nonni paterni delle gemelle Paola Stefania Cappa (non indagate) e cugine di Chiara Poggi le Gemelle Cappa. Tutto è partito dalla rivelazione di un supertestimone che avrebbe raccolto le confidenze di una persona che il 13 agosto 2007, giorno dell'omicidio avrebbe visto gettare un attizzatoio (o un martello) nella roggia. Proprio dietro alla casa dei nonni delle gemelle Cappa. Che sono tornate alla ribalta dopo un articolo del settimanale Giallo, nel quale si cita un sms che sarebbe stato mandato da Paola Cappa a un'amica nel quale si diceva “Mi sa che abbiamo incastrato Stasi”. Il riferimento è ad Alberto Stasi, ex fidanzato di Chiara Poggi, che è stato condannato in via definitiva per l'omicidio. Sono diversi, quindi, gli elementi nuovi che sono entrati in un'indagine che si sta ampliando e che copre diversi tronconi, visto che martedì è stato effettuato un sequestro anche a casa dell'unico indagato Andrea Sempio. La procura di Pavia, visto l'aumento di materiale su cui indagare, ha deciso di creare un vero e proprio pool di procuratori. Al fianco di Stefano Civardi e della Pm Valentina De Stefano, si è aggiunta la collega Giuliana Rizza. (35) Giallo di Garlasco, dal martello all'sms delle gemelle: spunta una nuova pista - YouTube Trascrizione del Video: Un martello. Questo è il risultato delle ricerche effettuate per tutta la giornata di mercoledì a Tromello nella Roggia Bozzani. Potrebbe trattarsi dell'arma con la quale è stata uccisa Chiara Poggi il 13 agosto di 18 anni fa. Il ritrovamento potrebbe rappresentare una svolta nelle indagini per risolvere l'enigma del giallo di Garlasco, sul quale stanno indagando i carabinieri di Milano con la procura di Pavia. La roggia, nella quale è stato trovato anche un bracciolo di ferro di una sedia, passa proprio dietro casa dei nonni paterni delle gemelle Paola e Stefania K, non indagate e cugine di Chiara Poggi. Tutto è partito dalla rivelazione di un super testimone che avrebbe raccolto le confidenze di una persona che il 13 agosto 2007, giorno dell'omicidio, avrebbe visto gettare un attizzatoio o un martello nella roccia, proprio dietro la casa dei nonni delle gemelle K che sono tornate alla ribalta anche dopo un articolo del settimanale (01:00) giallo nel quale si cita un SMS che sarebbe stato mandato da Paola K a un'amica nel quale si diceva "Mi sa che abbiamo incastrato Stasi. Il riferimento è ad Alberto Stasi, ex fidanzato di Chiara Poggi, che è stato condannato in via definitiva per l'omicidio. Sono diversi, quindi, gli elementi nuovi che sono entrati in un'indagine che si sta ampliando e che copre diversi tronconi, visto che martedì è stato effettuato un sequestro anche a casa dell'unico indagato Andrea Sempio, amico di Marco, fratello di Chiara Poggi. La Procura di (01:34) Pavia, visto l'aumento di materiale su cui indagare, ha deciso di creare un vero e proprio pool di procuratori. Al fianco di Stefano Civardi e della PM Valentina De Stefano si è aggiunta la collega Giuliana Rizza. le gemelle Cappa, cugine di Chiara, sono tornate al centro dell'attenzione a seguito di nuove testimonianze. Un supertestimone ha dichiarato di aver visto Stefania Cappa nei pressi della casa di Chiara la mattina dell'omicidio, contraddicendo la sua versione secondo cui sarebbe rimasta in casa tutta la mattina. Inoltre, un altro testimone ha fornito una descrizione dettagliata di una ragazza bionda in bicicletta, somigliante a Stefania, vista nei pressi dell'abitazione di Chiara quel giorno. Queste nuove dichiarazioni hanno spinto la Procura a riascoltare le gemelle Cappa e altri membri della famiglia per verificare la credibilità delle testimonianze e confrontarle con le deposizioni già raccolte in passato. Inoltre, è emerso un video inedito in cui Alberto Stasi, durante un'intercettazione nell'anticamera della caserma, descrive la scena del crimine alla cugina Stefania Cappa. Nel filmato, Stasi parla di un "pezzo del viso di colore bianco", un dettaglio che non corrisponde alle fotografie ufficiali della scena del crimine, dove il volto di Chiara era coperto dai capelli e completamente insanguinato. Questo ha sollevato ulteriori interrogativi sulla conoscenza di Stasi riguardo alla scena del delitto.