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Cari amici, sperando fare cosa gradita, eseguita col clarinetto in Do, vi propongo l’ascolto della notissima aria “Casta Diva” dalla Norma di Bellini, considerata la più importante tra le sue opere. E’ un’aria particolarmente celebre per la sua armonia e per la piacevole melodia, con un bel canto espressivo eseguito con molta sensibilità dalla protagonista Norma. Augurandomi che l’esibizione vi piaccia, v’invito a leggere le note descrittive del brano, curate dal caro amico Antonio Bonafiglia, sempre pronto a collaborare con le mie esecuzioni. Fernando D’Ambrosio – Sant’Angelo d’Alife (CE) 13 Febbraio 2026 NORMA: Aria “Casta Diva” di Vincenzo Bellini L'opera “Norma” di Vicenzo Bellini (1801-1835), divisa in due atti su libretto di Felice Romani, fu composta in meno di tre mesi. Venne rappresentata in prima assoluta il 26 dicembre 1831 al Teatro alla Scala di Milano. Si tratta di una tragedia lirica il cui fulcro centrale si basa sul dramma umano di Norma, combattuta tra l'amore tradito e il conflitto tra dovere e passione. L’ambientazione dell’opera si svolge in Gallia (l’attuale Francia), all'epoca della dominazione romana, e l'azione ha luogo nel periodo storico dello scontro tra i Romani, guidati dal proconsole Pollione e i Galli, rappresentati dai Druidi. In questo scenario, Norma, sacerdotessa dei Druidi, ama il proconsole romano Pollione dal quale ha avuto due figli che sono custoditi segretamente dalla fedele ancella Clotilde. Pollione, nel frattempo, si è però innamorato della novizia Adalgisa, e quando Norma ne viene a conoscenza dalla stessa Adalgisa, si scatena in lei la furia e la disperazione, perché si sente umiliata e tradita sia come donna e sia come sacerdotessa. Allora decide di suicidarsi e si rivolge a Adalgisa per affidarle i figli e invitandola a sposare Pollione per adottare i bambini e fuggire a Roma. Adalgisa, ignara del rapporto tra Norma e Pollione, rifiuta la proposta e promette a Norma d'intercedere presso il proconsole per convincerlo a tornare da lei. Pollione invece, perdutamente innamorato di Adalgisa, si rifiuta. Nel frattempo, i Galli si stanno radunando per ribellarsi ai Romani, ma Norma, in qualità di sacerdotessa interviene, prima per sedare la rivolta e placare gli animi dei Galli, poi per placare la sua sofferenza interiore, elevando una fervente preghiera alla Dea Luna. La figura di Norma è un personaggio assai complesso perché è diviso tra amore, religione e il ruolo di sacerdotessa del suo popolo, nonché amante tradita, per questi motivi risulta essere un personaggio difficile da interpretare anche a causa del tormento interiore che si trova a vivere. Intanto Norma medita una vendetta indicando Adalgisa come vittima da sacrificare agli dèi, ma a questo punto decide di immolare sé stessa perché confessa di aver infranto anche lei il voto di castità, e riconosce nella giovane novizia la sua stessa debolezza, cioè l'amore per Pollione. Ammette, allora, di essere lei la colpevole e perciò è lei la vittima da designare al rogo. Infine, Pollione colpito dalla grandezza del nobile gesto di Norma, decide di immolarsi sul rogo assieme a lei. L’emozionante preghiera della protagonista esprime una forte tensione drammatica quando Norma si rivolge alla Dea Luna per ottenere la pace tra il popolo gallo e i Romani, ma anche la sua serenità interiore. È una toccante aria che esprime profondità, intimità e una forte tensione dolorosa, tanto che il ruolo di Norma fu scritto per un soprano drammatico e agile, che si presta a partiture difficili, e che trovò nel soprano Giuditta Pasta la prima donna assoluta e la prima interprete di Norma, uno dei ruoli più impegnativi per la voce di soprano.L’opera Norma si è imposta al grande pubblico specialmente grazie alla magnifica interpretazione di Maria Callas (1923-1977), che è considerata la migliore esecutrice e interprete di questo ruolo, tanto da diventare il suo cavallo di battaglia.In conclusione, e a titolo informativo, si porta a conoscenza che la prima rappresentazine non ebbe un grande successo per la presenza di una claque (si dice fosse pagata), che era ostile sia a Bellini sia al soprano Giuditta Pasta. Nonostante questo inizio negativo, l'opera è diventata una delle più famose del compositore catanese. Buon ascolto dell’aria eseguita dal M° Fernando D’Ambrosio col suo clarinetto. Antonio Bonafiglia – Riardo (CE) 13 Febbraio 2026.(Note dal Web)