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Photos : Robert DOISNEAU (1912-1994) TESTO DELLA CANZONE:"MINIERA" di Bixio - Cherubini In ogni bettola messicana ballano tutti al suono dell’avaiana Vien di lontano un canto così accorato È il minatore bruno laggiù emigrato La sua canzone è il canto di un esiliato Cielo di stelle, cielo color del mare Tu sei lo stesso cielo del mio casolare Portami in sogno verso la patria mia Portale un cuor che muore di nostalgia Nella miniera è tutto un baglior di fiamme Piangono bimbi, spose, sorelle e mamme Ma a un tratto il minatore dal volto bruno Dice agli accorsi: se titubante è ognuno Io solo andrò laggiù che non ho nessuno E nella notte un grido solleva i cuori Mamme son salvi tornano i minatori Manca soltanto quello dal volto bruno Ma per salvare lui non c’è nessuno ********* Note Un classico degli anni '30, scritta da Bixio e Cherubini, interpretato da Luciano Tajoli, Claudio Villa e molti altri, Il brano (degli anni '30) è probabilmente ispirato alla grave tragedia nella miniera di carbone della Fairmont CV Company di Monongah, in West Virgina (USA). In questa città mineraria, nel 1907, una esplosione innescò una reazione a catena agevolata anche dai vapori di carbone, che si risolse in uno dei più gravi incidenti minerari di tutti i tempi. Ufficialmente le vittime accertate furono 362, ma secondo successive ricerche storiche dovrebbero essere rimasti uccisi nelle gallerie quasi 1000 minatori. Come in molti altri luoghi di fatica degli Stati Uniti, in vorticosa espansione economica ad inizio del secolo XX, buona parte dei lavoratori erano italiani . I morti italiani accertati sono stati almeno 171, dei quali uno, di nome Giovanni Colarusso, aveva solo 10 anni, e non era presente per qualche casualità o errore, ma perché all'epoca in miniera e in altri lavori gravosi erano impiegati anche i bambini. Praticamente tutti i minatori italiani venivano da regioni del Sud, in maggior parte dalla Calabria, ma anche dagli Abruzzi e dal Molise. Per questo probabilmente la canzone parla di un "minatore bruno", emigrato o esiliato. Riguardo a quest'ultimo termine non è chiara la ispirazione, teoricamente nessun italiano era costretto all'esilio all'epoca per motivi politici, ma casomai all'emigrazione, per sfuggire alle ristrettezze economiche dell'arretrata economia italiana.