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CARLO BUTI – LE ROSE ROSSE; di E.A.Mario; 1952; Orchestra Guarino; Columbia CQ 2473. TESTO DELLA CANZONE E BIOGRAFIA DELL'INTERPRETE TESTO: Tutte le rose di tutti i roseti vorrebbe il cuore soltanto per sé. Tutte le rose dei giorni più lieti or che ogni cuore più triste non è. E si fan tènere, le bocche baciano, baciano e fremono tra i prati in fior. Cuore, so che vuoi goder, so che vuoi per te rose d’ogni color. Ma le rose rosse, no! Non le voglio veder! Non le voglio veder! So d’un giardino che fu devastato poiché la guerra feroce vi entrò. Tutto il terreno di sangue arrossato, sangue che tutte le rose macchiò. E rosseggiarono corolle e petali infranti al tepido bacio del sol. Cuore, so che vuoi goder, so che vuoi per te rose d’ogni color. Ma le rose rosse, no! Non le voglio veder! Non le voglio veder! Torni il bel maggio e il ricordo cancelli d’un tempo tristo che alfine passò. Tutti i colori più vaghi e più belli vegga fiorir chi sofferse d’amor. Ma non ritornino le rosse immagini che ci ricordano tanti dolor. Cuore, so che vuoi goder, so che vuoi per te rose d’ogni color. Ma le rose rosse, no! Non le voglio veder! Non le voglio veder! BIOGRAFIA (da Wikipedia): Carlo Giuseppe Eugenio Buti (Firenze, 14 novembre 1902 – Montelupo Fiorentino, 16 novembre 1963) è stato un cantante italiano conosciuto in tutto il mondo. Fin da giovane si fece apprezzare per la sua abilità nella tecnica dello stornello e, dopo gli studi musicali classici sotto la guida di Raoul Frazzi (successivamente maestro di Gino Bechi), iniziò a cantare nelle trasmissioni della allora EIAR (la futura RAI). Esordì con un repertorio di canzoni napoletane, ma il successo l'ottiene cantando in "lingua" le romantiche: Portami tante rose (Bixio- Galdieri) e Violino tzigano (Bixio). Nel 1930 ottenne un contratto di incisione per la Edison Records, che lasciò nel 1934 per passare alla Columbia. A differenza di molti cantanti dell'epoca, Buti adottava uno stile maggiormente assimilabile alla canzone popolare piuttosto che a quello della classica aria da opera lirica in voga al tempo; questo stile particolare, tuttavia, non solo non penalizzò la sua carriera ma contribuì forse a determinare il grande successo che ebbe in carriera, una carriera assai lunga e prestigiosa al pari di quella di molti chansonnier di fama internazionale terminata nel 1956 durante la quale incise 1.574 canzoni. Il successo di Buti superò i confini nazionali: vendette moltissimo in tutto il continente americano. Una strada gli è stata intitolata nella capitale argentina di Buenos Aires e in quella uruguayana di Montevideo.