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Dilemma tra i dilemmi, in questi giorni mi è capitato di avere un dialogo con una persona che da pochi anni ha abbracciato lo sport dell' audiofilia, evidentemente in alternativa che bere vino al bar, lui asserisce che i soldi spesi in tal senso sono un investimento, da parte mia non sono altrettanto daccordo. Siccome segue altri filosofi e filibustieri su you tube che raccontano favole, miracoli, oltre as assistere a spettacoli di marionette, magistralmente interpretati da venditori, imbonitori, faccendieri, guru, profeti, maestri zen, dottori e ingegneri da strapazzo che oramai spopolano su questo sito internet, tutti rigorosamente alla disperata ricerca e caccia di mettersi in tasca i vostri soldi, altrimenti non perderebbero tempo e si dedicherebbero ad altre attività, questo mio interlocutore, ascoltando appunto le filosofie ed i turpiloqui di questi "benefattori", autentici Robin Hood all' incontrario, rubano al povero per ingrassare il ricco, questo mio interluccoture per l' appunto, dopo avere ascoltato prediche dai sopracitati pulpiti, si è convinto che spendere soldi in apparecchiature audio sia un investimento economico, oltre ad avere sentito dire addirittura che spendere soldi in apparecchiature vuol dire "cutura". Onestamente parlando spendere soldi in apparecchiature è solo un esborso economico controproducente e, in fatto di cultura, il riferimento alle apparecchiature è alquanto sbagliato, casomai la cultura è da attribuire alla conoscenza della musica ed autori classici, cioè conoscere Vivaldi e la sua vita, oppure Mozart e la sua musica. La cultura non è sapere se quel tal cantante l' ha preso nel culo, oppure si è fatto tre dosi di eroina, come spesso capita negli ultimi decenni in seno a quella categoria di gente che qualcuno definisce pure "artisti", secondariamente, i soldi spesi per comperare pezzi di stereo, il giorno stesso che escono dal negozio perdono il 22% di iva ed il 40% di margine di guadagno del negoziante, quindi, se avete speso 5000 euro per l' impianto, calcolate che, alla fine avete per le mani dal si e no 2000 euro puliti, gli altri 3000 se ne sono andati allegramente a pranzo e cena tra negoziante e lo stato italiano, quello che rimane dei soldi è quello che vi ritrovate sopra la credenza di casa, quindi, presumo che non sia proprio un investimento spendere soldi in questo settore. "Investimento & Cultura", ma che cazzo andate dicendo, l' unico investimento l' ha fatto il bottegaio e, come cultura, dopo che vi siete fatti dilapitare migliaia di euro, andate a vedere lo spettacolo di carnevale, perche l' unica cultura che rimane dopo esservi allegeriti economicamente, rimangono i carri allegorici della sfilata carnevalesca. Chi ama veramente la musica, si accultura e la approfondisce come disciplina, mette in primo piano questa e, di conseguenza è oculato a spendere soldi per impianti che, nel 70% dei casi il reale prezzo pagato è solo il marchio scritto davanti. Comunque da bravo cittadino italiano, non posso altro che essere orgoglioso che la gente spenda soldi e di conseguenza paghi le tasse, il 22% di iva ed un altro 27% che poi pagherà di tasse il negoziante che alla fine pagate ancora voi facendo gli acquisti, questa è l' unica cultura sulle apparecchiature hifi. Titolo come quasi sempre un pochino onirico, cioè quel misto tra verità e sottile sarcasmo nei confronti degli "audiofili intellettuali" dell' ultima ora, il titolo riprende pure una domanda che spesso faccio a chi mi interpella, ai quali ricordo sempre che, i soldi in tasca li avete voi acquirenti, quindi dovreste essere voi artefici delle vostre scelte, acquisti e dovreste essere voi a giudicare se i soldi che guadagnate lavorando dalla mattina alla sera ed in qualsiasi condizione meteorologica li dobbiate spendere o meno in stereofonia. Da parte mia se acquisto un amplificatore che costa 1200 euro, devo lavorare un mese intero tirandomi su le maniche, ma dietro le quinte, sapete quanti soldi si prende lo stato di tasse e quanti soldi si mette in tasca il bottegaio standosene seduto in negozio? Ve lo dico io, 250 euro se li mette in tasca gratis lo stato di iva, e 350 euro se li mette in tasca il negoziante in cinque minuti, il tempo di battere lo scontrino, quindi tra stato e bottegaio avete "donato" 600 euro senza che questi due abbiano mosso un dito e fatto nemmeno 1 ora di lavoro, mentre quei 600 euro a voi sono costate due settimane di lavoro in cantiere o in fabbrica devolute gratuitamente. Ecco il significato "cultura" in questo settore, cari audiofili, mi permetto di ricordarvi per la seconda volta che, la cultura, è la conoscenza della musica, non il marchio dello stereo che è scritto sull' amplificatore che avete pagato 1200 euro e metà dei quali sono andati in beneficenza!