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Continua con ritmi incalzanti. L'Etna ha una grandissima energia da smaltire, e il risultato sono questi eventi di fontane di lava dal Nuovo Cratere di Sud-Est. Per la quinta volta quest'anno, si assiste allo spettacolo prodigioso dei getti di lava a centinaia di metri di altezza. L'inizio dell'innalzarsi del tremore nel pomeriggio del 23 febbraio, cominciano le prime esplosioni ed entro breve inizia a fuoriuscire lava da una frattura apertasi il 21 febbraio e posizionata sull'orlo occidentale della Valle del Bove. Spingono i gas verso la superficie e il fenomeno diventa visibile fin dalle zone basse del vulcano. L'agevole orario di un sabato sera sereno spinge i quanti organizzavano un uscita in pieno centro, ad abbandonare il caos cittadino e spingersi verso le quote più elevate a mirare la meraviglia senza tempo di un eruzione vulcanica, tra i tanti sono parecchi quelli che sembrano accorgersi del vulcano solo quando vedono rosso, ed è una cosa che mi mette un infinita afflizione. Uno strato di nuvole schiacciato come da una pressa eterea, copre il cono da cui si dipartono le maestose esplosioni, le più alte trapassano le nuvole, che vengono crivellate da una miriade di bombe incandescenti che roteano nell'aria disgregandosi come una vampata pirotecnica. D'un tratto un esplosione più forte emette eccentricamente brandelli di lava ben oltre i piedi del cono, e da quell'istante le fontane si fanno decisamente più alte dando vita al vero e proprio parossismo vulcanico. Il magma getta il materiale a 800-900 metri più in alto dell'orlo del cratere, infischiandosene della forza di gravità. Ma il vento contrariato cerca di equilibrare la scena martellando sulla fontana che si inchina verso nord-est. Centinaia di bombe martellano ogni secondo il fianco settentrionale del cratere, mentre sul versante opposto continuano le piroette dei macigni fiammeggianti contro il vento e si adagiano, con fare aggressivo, sul ripidissimo fianco meridionale, rotolando tra la polvere che si solleva ad ogni devastante impatto. Il colpo d'occhio che esce fuori da tutta la provincia è impressionante, fontane alte come la gente aveva dimenticato da tempo e una nuvola di cenere, i cui contorni sono tratteggiati dal chiarore della Luna, si dirige con grande velocità verso Linguaglossa e ancor più distante Messina. Nel capoluogo del versante nord del vulcano grandina roccia, materiale poroso e per tanto senza un peso eccessivo, ma le cui dimensioni lasciano impauriti. Tutto dura solo qualche decina di minuti, il mio sguardo è diviso tra l'obiettivo della videocamera e la meraviglia imparagonabile del cospetto. Ad un certo punto alzo di nuovo lo sguardo e le fontane sono già più basse della metà, qualche altro minuto e i getti si accorciano ulteriormente e velocemente spariscono. Adesso però è la colata a dare spettacolo, la spinta del magma ha gettato gran parte della lava in alto e non ha dato la forza necessaria alla colata di trabocco per fare grandi passi avanti. Alcuni bracci però si sommano a quelli della frattura attivatasi prima dell'inizio delle fontane e cominciano a muoversi una sopra l'altra fondendosi. In questi giorni, nel cuore mio e di tutti gli appassionati che mi circondano, l'euforia è tale da abbandonare qualsiasi cosa si stia facendo, in qualsiasi momento, e salire in tutta fretta verso ciò che rappresenta la più grande fonte di serenità. Altri fenomeni, sono sicuro, avverranno nel prossimo futuro, con una tempistica che è difficile pronosticare. L'evento potrebbe iniziare anche mentre sto scrivendo queste righe, potrebbe essere lo stesso spettacolo, con le stesse fontane e gli stessi rumori, eppure l'emozione e le sensazioni che potrà regalarmi saranno sempre diverse. E' questa la cosa più straordinaria della mia passione. ETNA - 23 febbraio 2013 Copyright - 2013 Antonio De Luca (tonyetna@hotmail.it) Si vieta la riproduzione, la copia, la modifica e/o la diffusione del video o di sue parti senza il consenso scritto dell'autore