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#LesPlusBeauxVillagesdelaTerre 8a Tappa del Mio Giro d'Italia " Borghi in Moto 2024" Zungoli Zungoli, caratteristico borgo medievale in provincia di Avellino ai confini con la Puglia, sicuramente esisteva già al tempo dei Romani, come testimoniano monete, lapidi ed altri oggetti antichi rinvenuti. Strategicamente collegata dalle strade romane Appia e Traiana, unite dall’Erculea e dall’Herdonetana, Zungoli ebbe un ruolo importante nello sviluppo socio-economico grazie al tratturo Pescasseroli-Candela. Le origini del paese sono legate proprio a queste grandi arterie che hanno favorito i primi insediamenti umani. I Normanni trasformarono la preesistente Torre bizantina in una rocca che ancora oggi si ammira nella parte più alta dell’abitato, chiusa da mura di cui sono ancora visibili alcune tracce e collegate da quattro porte corrispondenti ai quattro punti cardinali. Le strade seguono l’andamento morfologico del territorio e si presentano irregolari, strette, tortuose, con acciottolato e interminabili gradinate, secondo una tipologia di sviluppo avvolgente. Il borgo si caratterizza per l’impianto urbanistico medievale e per le grotte risalenti al periodo romano scavate nel sottosuolo arenario. Dopo i Normanni il paese fu sotto la dominazione Sveva con Adoasio, signore di Zungoli. Con Federico II di Svevia nel 1232 fu imposto ai comuni il termine "Universitas" per indicare l’istituzione comunale retta dal Sindaco e da alcuni Eletti. Durante la dominazione Angioina, per buona parte del XIV secolo, i paesi della baronia, compreso Zungoli, subirono devastazioni e saccheggi ad opera di briganti. Dal 1442 al 1500 Zungoli fu sotto la dominazione Aragonese, subendo un terribile terremoto nel 1456. Successivamente, il paese passò sotto la dominazione dei Loffredo, Signori di Trevico e di Zungoli, fino alla soppressione della feudalità. Nel 1618 fu governatore di Zungoli lo scrittore e poeta Giambattista Basile, autore delle bellissime fiabe “Lo Cunto de li Cunti”. Monteverde Le origini di Monteverde risalgono al IV-III secolo a.C., periodo delle mura pelasgiche che proteggevano un insediamento sannita. La presenza romana è documentata dai resti del ponte sul fiume Ofanto e dai ritrovamenti di oggetti d’arte, armature, monete e reperti dalle colonie greche. Nel 1049 Monteverde divenne sede vescovile fino al 1531. Nel 1059 il borgo passò ai Normanni con l’investitura di Roberto il Guiscardo. Nel 1532 il feudo passò ai Grimaldi, principi di Monaco, fino al 1641. Nel 1861, come reazione all’Unità d’Italia, la banda del brigante Crocco saccheggiò il borgo e il castello baronale. Negli anni successivi al 1960, il paese si svuotò per quasi due terzi a causa dell’emigrazione verso le industrie del nord Italia. Venosa Venosa, conosciuta come la città di Orazio, ha origini antiche. Secondo diverse ipotesi, il nome potrebbe derivare dalla dea Venere, dall'abbondanza e bontà dei suoi vini, dalle vene d’acqua di cui è ricca, o dal clima ventilato. Fondata dai Romani nel 291 a.C., Venosa divenne una colonia romana e successivamente un municipium. Nel 65 a.C., vi nacque il poeta latino Orazio. Nel 1470, durante il periodo aragonese, Pirro del Balzo iniziò la costruzione del castello. Nel 1581, il celebre madrigalista Carlo Gesualdo venne insignito del titolo di Principe. Nel 1861, Venosa fu presa d’assedio dal brigante Crocco che con i suoi 600 uomini ricevette ospitalità e protezione dai cittadini.