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C’è un tempo dell’anno in cui i borghi parlano sottovoce, e lo fanno attraverso la luce. Una luce che non abbaglia, ma guida; che non impone, ma invita. È il tempo del Natale, quando le pietre antiche sembrano ricordare, e le strade diventano pagine da sfogliare lentamente. In questo tempo sospeso ha preso vita la Terza Edizione de “L’Arte del Presepe nei Borghi”, un itinerario culturale e spirituale che, per tutte le festività 2025 e fino a metà gennaio 2026, ha unito in un unico respiro alcuni dei luoghi più suggestivi del nostro territorio. Albano Laziale, Artena, Carpineto Romano, Cave, Monte Porzio Catone, Nemi, Palestrina, Valmontone: nomi che già da soli evocano storie, panorami, memorie. Borghi che non hanno bisogno di presentazioni, tutti autentici gioielli, ma che in questo periodo dell’anno scelgono di raccontarsi in modo diverso, affidando il proprio cuore a un simbolo antico e universale: il Presepe. Non si tratta soltanto di una mostra diffusa, ma di un vero e proprio viaggio di esplorazione e scoperta, un cammino lento tra vicoli, piazze, chiese, palazzi storici e scorci naturali di rara bellezza. Ogni comune diventa una tappa di un racconto corale, in cui arte, fede e tradizione si intrecciano dando forma a un dialogo silenzioso ma potentissimo. I borghi si fanno fratelli, uniti da un filo invisibile che attraversa colline, boschi e centri storici, trasformando la visita in un’esperienza intima e profonda. Legami saldamente uniti dal filo rosso della passione e dell'associazionismo che si ritrovano di città in città, creando nuove amicizie, scambi reciproci e sinergie. Il Presepe, in tutte le sue declinazioni, diventa il linguaggio comune. Presepi artistici e presepi popolari, classici o contemporanei, monumentali o nascosti in un angolo inatteso. Presepi realizzati con materiali poveri o di recupero, altri cesellati con perizia artigianale; presepi stilizzati, simbolici, visionari. Ognuno diverso, ognuno capace di raccontare una storia, di riflettere l’anima del luogo che lo ospita e delle mani che lo hanno creato. E mentre si cammina, si comprende che ciò che viene celebrato non è solo la Natività di Gesù, cuore pulsante della tradizione cristiana, ma anche qualcosa di più ampio e universale: il mistero della vita, della nascita, dell’attesa, della speranza. In ogni capanna, in ogni luce accesa, si ritrova il senso profondo dell’umano, la fragilità che diventa forza, il silenzio che si fa promessa.