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"GIORNATA DELLA MEMORIA" (Classi 5 C-D, I.C."Cifarelli", Corato BA - A.S 2018\2019. Ins. Daniela Stroppolatini ) TZADIK KATAMAR Danza creata nel 1965 da Jonathan Gabay su una musica di A. Neeman. Le parole sono del Salmo 92-12/13, che è recitato durante le cerimonie del Shabbat. E' conosciuta nei balli folk anche sotto il nome di "Le sage et le fou" (Il saggio e lo stolto) La danza si basa su un testo biblico: "L'uomo onesto fiorirà come una palma e crescerà alto e dritto come un cedro del Libano" (Salmo 92-12/13) La leggenda racconta che Dio collocò una palma nel centro del Paradiso e questa danza rappresenta i due possibili cammini per arrivarci. Il cammino del saggio e il cammino dello stolto. Il cammino del saggio è semplice. Egli avanza decisamente e simula con il corpo il movimento della palma, alza le braccia e con le palme delle mani aperte oscilla verso entrambi i lati. Il cammino dello stolto è complesso, prima incrocia i piedi, poi fa un giro, piega il busto verso entrambi i lati, e termina anche lui col movimento della palma. Il movimento della danza è simbolico: mostra due volontà che percorrendo due differenti cammini raggiungono la stessa meta La danza nella Torah è intesa come forma di preghiera, come parola e gesto rituale; era impiegata per mantenere la tradizione quando non si potevano usare le parole. La danza che si svolgeva in cerchio era anticamente la danza sacra intorno all'altare; il cerchio rappresenta ciò che è senza fine, il mondo a venire, nel cerchio tutti sullo stesso piano; il suo centro simboleggia il Monte Sion, mentre la periferia rappresenta il cammino, la strada da percorrere. Nel corso dei secoli la danza per il popolo d’Israele ha rappresentato insieme la sua massima e più esaltante espressione corporea e qualcosa da reprimere, quando con la diaspora il popolo ebraico ha dovuto nascondere la propria esistenza. Con il ritorno nella terra promessa negli anni 1920-30 la danza si riappropria del vigore e dell’entusiasmo soffocati nel corso dei secoli ispirandosi al folklore europeo, dell'Africa del Nord, del vicino Oriente, e torna ad essere un aspetto fondamentale della vita come nella tradizione ebraica, che “non contempla la separazione fra anima e corpo”. Le danze ebraiche di oggi sono il frutto dei contatti culturali delle varie comunità, in ogni parte del mondo. Ma con la nascita dello Stato di Israele – fondato nel 1948 – si è anche cercato di creare qualcosa che appartenesse a tutti gli ebrei e contribuisse a creare una nuova identità, al punto che fino a qualche tempo fa la danza si insegnava a scuola.