У нас вы можете посмотреть бесплатно Operazione "cristallo". Arrestati madre e 4 figli. Nel giro Fabiola Moretti, ex banda della Magliana или скачать в максимальном доступном качестве, видео которое было загружено на ютуб. Для загрузки выберите вариант из формы ниже:
Если кнопки скачивания не
загрузились
НАЖМИТЕ ЗДЕСЬ или обновите страницу
Если возникают проблемы со скачиванием видео, пожалуйста напишите в поддержку по адресу внизу
страницы.
Спасибо за использование сервиса ClipSaver.ru
Roma e Pavona di Castel Gandolfo (RM), 11.6.2014 - Avevano contatti con Fabiola Moretti, ex della Banda della Magliana, i 10 arrestati ieri mattina dai carabinieri della compagnia di Castel Gandolfo nell'ambito di un'operazione antidroga che ha anche portato in carcere, tra gli altri, una madre e i suoi quattro figli. La Moretti, legata a boss della Banda poi pentita, ma riarrestata per reati legati alla droga, è indagata per cessione di sostanza stupefacente. L'ex compagna di Antonio Mancini, detto «accattone» ed ex esponente della Banda, è finita di nuovo nei guai a causa di un presunto coinvolgimento nell'attività di spaccio gestita dalla famiglia arrestata. Fabiola Moretti, infatti, con un passato che l'ha vista molto vicina alla Banda della Magliana, secondo quanto emerso dalle indagini, era inserita in qualche modo nella gestione dello spaccio nella zona di Santa Palomba dove vive. Qui, infatti, la donna avrebbe rappresentato una sorta di punto di riferimento per lo smistamento dello stupefacente. Inoltre, i rapporti di conoscenza che già aveva con la mamma e i figli arrestati, hanno consentito ai militari di segnalarla all'autorità giudiziaria. Al momento, però, la Moretti risulta solo indagata e nei suoi confronti non è stata messa alcuna misura cautelare. Fabiola Moretti, arrestata altre volte in passato anche per motivi legati allo spaccio, è stata legata sentimentalmente anche a Danilo Abbruciati, ucciso a Milano il 27 aprile 1982, e a Enrico "Renatino" De Pedis (da una profonda amicizia). Ieri il suo nome è tornato agli onori della cronaca per una vicenda che la vede legata ancora una volta alla criminalità organizzata. A finire in manette una donna, considerata a capo dell'organizzazione dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti sgominata dai carabinieri ai Castelli Romani. La donna è finita agli arresti domiciliari, mentre i quattro figli, tutti con precedenti specifici, in carcere. Proprio i legami con questa famiglia hanno consentito agli investigatori di tracciare l'ennesimo profilo criminale della Moretti. Il gruppo, infatti, avrebbe avuto anche contatti con ex esponenti della banda della Magliana che risiedono nella zona. Il riferimento è appunto Fabiola Moretti, indagata nell'ambito di questa vicenda per una cessione si sostanza stupefacente e già perquisita dai militari. Dieci arresti, (quattro ai domiciliari e sei in carcere), 18 denunciati, 22 perquisizioni domiciliari, 95 persone segnalate al prefetto quali assuntori, mezzo chilo di cocaina, una pistola e 8mila euro sequestrati. È questo il bilancio dell'operazione denominata «Cristallo» (dal nome del bar da cui è partita e che era gestito dalla famiglia finita in manette). L'indagine, iniziata nel gennaio 2013 e condotta per più di un anno dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Castel Gandolfo, è culminata con gli arresti di ieri anche se altri erano stati eseguiti in flagranza in precedenza per singoli episodi, e ha visto l'intervento di 90 militari, unità cinofile ed un elicottero dell'Arma. I provvedimenti cautelari sono stati eseguiti sulla base di un provvedimento del gip Zsuzsa Mendola su richiesta del pm Giovanni Taglialatela. Circa due etti di cocaina pura quasi al 98 per cento, per 80mila euro a settimana, è il bilancio dell'attività di spaccio del gruppo che si riforniva nella capitale a Tor Bella Monaca. Durante la conferenza stampa tenutasi presso il Comando provinciale di Roma, cui hanno partecipato il comandante del Gruppo carabinieri di Frascati, colonnello Luciano Magrini, il comandante della Compagnia carabinieri di Castel Gandolfo, maggiore Luigi Aureli, e il comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile della medesima Compagnia, tenente Alessandro Iacovelli, sono state rese note alcune inquietanti particolarità dei componenti del gruppo finito in galera: turni di giorno e di notte (per coprire questo turno era stato «assoldato» un panettiere), utilizzo di un linguaggio in codice e molte precauzioni come cambiare i posti dove nascondere la droga e i cellulari, vendere la sostanza in luoghi sempre diversi, usare le macchine dei clienti o muoversi a piedi. Un gruppo accorto, insomma, che si era ben radicato nel territorio, provocando un certo malcontento da parte di un altro gruppo di pusher: malcontento culminato nel contrasto tra il capo della banda avversa e uno dei figli della donna al vertice di quello sgominato. Una lite in cui quest'ultimo ebbe la peggio, riportando un orecchio strappato a morsi dall'avversario.