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HOMO VIVO, ultima monografia dell'autrice Valeria Cimò. I servi e gli schiavi Famuli tuorum C’era una volta un servo Ne’ uomo ne' donna, C’era una volta una serva Ne’ donna ne’ uomo Lui era forte e tenero E lei tenera e forte. Passarono i giorni insieme Ed altri più lontani Perché quando sei a quattr’occhi Vedi anche gli aspetti insani, Perché ad unire i corpi Hai da perdonare i torti. Il servo e la serva Perdonarono il passato Quindi nacquero e morirono, Nella cura confortarono, Poiché della terra il tempo S’anticipò giocondo. Scesero a valle a cercar servi Ma incontraron solo schiavi Ch’erano uomini mai uomini Ch’erano donne mai donne, E si odiavano, mentivano Nel bisogno mendicavano. I romantici gli aggradavano, Ma sconoscendo la sostanza Li eccitava possedere E lasciarsi anche comprare Accogliendo il compratore Come un gran benefattore. Il destare ammirazione mai tradusse in loro Amore non restava che la fuga “Da che cosa poi?” …direi Poiché se hai perso te stesso Da te stesso fuggirai. Il servo e la serva parlarono agli schiavi E gli schiavi compresero Il rispetto reciproco Fu che dopo un poco Ritrovarono quel fuoco. Sposaron mani e cuore Per sanare le ferite E si guardarono nell’uno E si guardarono nell’altro E Divennero devoti Liberi e impegnati Così il servo e la serva Ritornarono alle strofe Rinnovando i loro accordi Intonando note nuove Con l’anelito a seguire Il desio di loro servire. Homo vivo è rinato. Ha visto i suoi demoni, li ha trasformati, Ha conosciuto i suoi archetipi e c’ha giocato. Homo vivo è uscito dalle finzioni e si è incoronato Reale. Homo vivo è un indigeno che conosce la natura del genere, dell’effetto, del ritmo, della vibrazione, della corrispondenza, del pensiero. Il suo intento è chiaro, creativo, cosciente, equilibrato. Il suo unico lavoro è la vita. È stato scritto durante un travagliato percorso nel tentativo di emanciparmi giuridicamente dal sistema, fino a poi approfondire con maggior riguardo una indagine esoterica su tutti i rituali simili a quello giuridico che imprigionano l’uomo come fosse un feticcio da torturare. In perfetta continuità con la ricerca attuata sul tamburo, il grande guaritore sciamanico, mantengo il ludico e l’esorcistico, il primo come mantenimento della salute spirituale, il secondo come l’azione che dissolve il problema. Un viaggio in ottave dove i sette brani corrispondono ad una scala diatonica, di tono in tono, cosi come voluta da Guido d’Arezzo, capace di rimetterci in stato di verità e sciogliere gli inganni per cantare le meraviglie del creato. Una progressione per arrivare al salto di ottava che trasforma i demoni in angeli, gli angeli in archetipi, gli archetipi in leggi naturali, le leggi in arti, le arti nello stato della fonte detta Uno. VEDIPalermo è l'inizio del primo video social game palermitano, un progetto sperimentale di distribuzione partecipata e videomarketing alternativo di EIDON videocomunicazione e Associazione Incontrosenso. Una comunità prima di tutto, un gioco di informazione e formazione utile alla comunità stessa.