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Carlo Rovelli è uno dei fisici teorici italiani più influenti al mondo. Professore e ricercatore nel campo della gravità quantistica, è tra i principali sviluppatori della teoria della gravità quantistica a loop, un tentativo rigoroso di unificare relatività generale e meccanica quantistica. Autore di bestseller internazionali come Sette brevi lezioni di fisica e L’ordine del tempo, è una delle voci più autorevoli nel dibattito contemporaneo su spazio, tempo e natura della realtà. In questa seconda parte dell’intervento, Rovelli affronta una delle idee più radicali della fisica moderna: il tempo, come lo immaginiamo, potrebbe non esistere a livello fondamentale. Non è una provocazione filosofica. È una conseguenza delle equazioni. Secondo la gravità quantistica, nelle equazioni fondamentali dell’universo non compare alcuna variabile “tempo”. Non esiste un flusso universale che scorre. Non esiste un “adesso” globale. Non esiste una linea oggettiva che separa passato e futuro. Perché allora percepiamo il tempo che passa? Il video esplora tre livelli cruciali: Entropia e freccia del tempo La distinzione tra passato e futuro nasce dall’aumento dell’entropia. Le leggi fondamentali della fisica sono simmetriche, ma il nostro universo macroscopico no. Il passato appare più ordinato, il futuro più disordinato. Questa asimmetria genera la nostra idea di causa ed effetto. Gravità quantistica e scomparsa del tempo Nella teoria su cui Rovelli lavora, il tempo è granulare, discreto, probabilistico. Gli “orologi” stessi sono oggetti quantistici. Non esiste un tempo continuo e universale: esistono solo relazioni tra eventi. Il cervello come macchina del tempo La sensazione del fluire temporale non nasce dalle equazioni, ma dal funzionamento del nostro cervello. Il cervello utilizza le tracce del passato (memoria) per anticipare il futuro. Il tempo, per noi, è profondamente emotivo: desiderio, perdita, attesa, paura. È qui che nasce la sensazione di scorrimento. Questo video è rivolto a: Appassionati di fisica teorica e cosmologia Chi vuole comprendere il legame tra entropia, gravità e percezione del tempo Pubblico over 40/50 interessato alle grandi domande filosofiche fondate sulla scienza Chi sente che la spiegazione tradizionale del tempo è insufficiente Cosa imparerai concretamente? Perché la nozione di causa è problematica nella fisica fondamentale Perché la distinzione passato/futuro è un effetto macroscopico Cosa significa che il tempo è “granulare” Perché nelle equazioni della gravità quantistica non compare il tempo Perché il senso del tempo è radicato nella memoria e nelle emozioni Rovelli mostra come il tempo emerga a diversi livelli: termodinamico, relativistico, biologico, cognitivo. Più allarghiamo lo sguardo sull’universo, più il tempo perde consistenza. Più ci avviciniamo all’esperienza umana, più il tempo si carica di significato emotivo. Il tempo non è una cosa sola. È una stratificazione di fenomeni: fisica fondamentale, entropia, gravità debole, struttura cerebrale, memoria, anticipazione. E forse la domanda più disturbante non è “cos’è il tempo?”, ma: Se il tempo non è fondamentale nell’universo, cosa siamo noi che lo viviamo così intensamente?